Viale dei ciliegi

/ 02.01.2017
di Letizia Bolzani

I libri di Camilla (collana di uovonero): Mireille d’Allancé, Che rabbia!, Babalibri. Da 3 anni

Perché i libri di Camilla? Perché Camilla è l’acronimo di Collana di Albi Modificati Inclusivi per Letture Liberamente Accessibili. È una collana dell’editore uovonero, specializzato in comunicazione aumentativa e alternativa, per raggiungere la massima leggibilità, così che nessun bambino sia escluso dal piacere della lettura. Uovonero pubblica libri e saggi in proprio (www.uovonero.com), oppure, come in questo caso, collabora con altri editori per ragazzi, per comporre la collana I libri di Camilla, in cui vengono pubblicati, tradotti in simboli WLS, vari albi già usciti presso i vari editori, che nello specifico sono otto: Babalibri, Bohem Press, Coccole Books, Giralangolo, Kalandraka, Lo Stampatello, Sinnos, Topipittori. Così, accanto alla versione tradizionale, si può disporre in libreria della versione tradotta nel sistema simbolico WLS: Widgit Literacy Symbols, pittogrammi progettati in modo che ogni simbolo illustri un singolo concetto, così da facilitare la comprensione della storia. Nel formato, nel numero delle pagine, nelle illustrazioni, nel tipo di materiali, nel prezzo, gli albi in versione Camilla si presentano come gli originali. 

Ad aprire la collana è un classico dell’editore Babalibri: Che rabbia!, longseller sempre presente nelle bibliografie per la scuola dell’infanzia, ottimo spunto per parlare di emozioni distruttive, e soprattutto storia efficace e a misura di bambino, perché – come l’ancora più classico Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak – offre una rappresentazione alla rabbia, rendendola un’entità esterna al bambino. Non è il piccolo Roberto ad essere un mostro, ma la sua rabbia. Ed è un mostro rosso e peloso tutto sommato simpatico, anche se un po’ troppo intraprendente nel distruggere tutto, che alla fine si farà placare e mettere a cuccia tranquillo dentro la scatolina. Così il piccolo Roberto, più calmo, potrà uscire dalla sua stanza e tornare a gustare il dessert con la famiglia. 

Aaron Becker, Ritorno, Feltrinelli. Da 5 anni

Con questo albo si chiude, dopo Viaggio e Scoperta, la mirabile trilogia senza parole di Aaron Becker. Ritroviamo la bambina con la matita rossa e il bambino con la matita viola, entrambi in grado di aprire, con il tratto delle loro matite, magici portali verso un altrove che si dispiega in sconfinati paesaggi avventurosi e fantastici. 

Le matite possono anche creare personaggi come la fenice viola, che ricorre in funzione di aiutante in tutta la trilogia, o come il sottomarino rosso che potrà condurli nei fondali marini a cercare la soluzione per sconfiggere i malvagi. Sì, perché anche qui tornano i malvagi che vogliono sottrarre al re i colori, e anche qui i bambini dovranno aiutare il re, lanciandosi in molte peripezie. La novità è che in questo terzo episodio entra in scena da protagonista anche il padre della bambina, proprio quel padre che nel primo capitolo, Viaggio, appariva ipnotizzato dal computer e avaro di tempo da dedicare alla figlia. Ma stavolta sarà l’aquilone rosso lasciato sul pavimento dalla sua bambina, a fargli alzare gli occhi dalla scrivania, e a renderlo pronto a mettersi in viaggio per cercarla. Accettare di mettersi in viaggio equivale ad accettare di mettersi in gioco, di giocare con lei a varcare i portali del fantastico, per ritrovare lei e soprattutto se stesso. 

Sono silent books, libri senza parole: non per questo più facili alla comprensione, anzi. Le immagini, pur molto belle, sono complesse, e solo la condivisione con un adulto potrà renderle davvero espressive.