Katherine Rundell, I ladri di New York, Rizzoli (Da 11 anni)
Quando si dice un romanzo d’avventura, eccolo qua. In realtà tutti i libri di Katherine Rundell, scrittrice dal talento evidente, cresciuta tra Africa e Europa e ora stabilitasi a Oxford, dove insegna letteratura inglese, sono animati dal ritmo battente dell’avventura, vissuta spesso da giovani eroine coraggiose (ricordo almeno Sophie sui tetti di Parigi, La ragazza dei lupi e Capriole sotto il temporale), che non arretrano di fronte alle difficoltà, se questo significa rinunciare a lottare per ciò che nel loro cuore ritengono giusto. The Good Thieves è il titolo originale di questo romanzo, i «ladri buoni», ed è un titolo che mette in luce l’importanza di rompere le regole quando è necessario: è quello che farà Vita, decisa a riprendere ciò che appartiene a suo nonno, ossia un gioiello rimasto nel vecchio castello (decrepito ma pieno di ricordi felici) che gli era stato sottratto, con un raggiro, da un gangster mafioso. Per riuscirci Vita ha bisogno di aiuto, e lo troverà nella leale, generosa, amicizia di tre ragazzini: Silk, una ladruncola di strada, abituata a badare a sé stessa, e due giovani circensi: Arkady, acrobata, ma anche dotato del dono di entrare subito in empatia con gli animali, e Samuel, destinato a una carriera da cavallerizzo ma nato per fare il trapezista. Ognuno con le proprie fragilità, le proprie diversità (la pelle scura, la solitudine, un desiderio diverso da ciò che gli altri si aspettano; nel caso di Vita il limite imposto dalla zoppìa dovuta a una poliomielite contratta da piccola) compongono insieme una luminosa e scalcagnata e fortissima compagnia di eroi, nonostante lo sguardo diffidente che il mondo esterno rivolge loro.
I quattro trascineranno il lettore dentro vicende da fiato sospeso, tra inseguimenti, fughe, travestimenti, pericoli a ogni angolo, per le strade di una New York anni Venti, fatta di luci, di meraviglie della modernità che nasce, di feste sfavillanti, di donne elegantissime con le piume di cigno nei capelli, ma anche di bambini di strada, di malavita, di spacci alcolici clandestini, e soprattutto della magia del circo, un circo che si esibisce alla Carnegie Hall. Nelle pagine dedicate al circo, l’atmosfera thriller si stempera in un incanto quasi lirico, come quando Arkady chiama gli uccelli della città, e sogna un circo fatto di piccioni, scoiattoli, gatti e corvi, che per un istante «danzino» insieme, e poi tornino in libertà. Tensione, poesia, e l’invito a non arrendersi: questo aveva insegnato il nonno a Vita, quando da piccola era sul letto d’ospedale. Le aveva insegnato a mirare il bersaglio, a tirare con mano ferma verso un centro. Senza arrendersi mai. Vita inizierà con aeroplanini, freccette, poi diventerà una provetta lanciatrice di coltelli, e quando sarà il nonno, vecchio e provato, a volersi arrendere, Vita sarà lì per lui, con coraggio, a infondergli nuova fiducia.
Julia Donaldson-Nick Sharratt, Maga Mù, Il Castoro (Da 2 anni)
È davvero «un libro di magia con le finestrelle», come annuncia la copertina di questo delizioso albo per primissimi lettori: di magia, perché la protagonista, la mucca Maga Mù, vuole fare comparire un coniglio, ma di magia anche perché farà illuminare gli occhi dei piccoli lettori, che vorranno sentirselo raccontare ancora e ancora, rivivendo ogni volta la sorpresa di aprire le finestrelle (in cartonato robusto, a prova di manine avide di meraviglia). Sono tanti i libri per bambini con finestrelle, ma non sempre esse hanno un senso precipuo dentro la storia; qui sì, sono perfettamente congrue con la narrazione, a cominciare dalla prima «finestra», che è il sipario da alzare, perché comincia lo spettacolo di Maga Mù. Ed eccoci tutti spettatori… riuscirà Maga Mù a far comparire il coniglio dal cappello? Apriamo la finestra-cappello e… macché, sono comparsi dei fiori! Allora proviamo a guardare nella torta alla panna… oh no, c’è un piccolo bruco! E nella botola? E sotto la tovaglia? Ma dove sarà questo coniglio? Dalla maestria di due artisti britannici della letteratura per l’infanzia: Julia Donaldson, autrice amatissima, in particolare per i suoi celebri albi illustrati da Axel Scheffler, qui in coppia con un altro talento dell’illustrazione, Nick Sharratt.