Cecilia Randall, Kitsune. L’ombra della volpe, Gribaudo fantasy (Da 11 anni)
Questa volta Cecilia Randall, indiscussa regina del fantasy italiano (un suo successo su tutti, Hyperversum), si misura con un romanzo ambientato in Giappone e intriso dei suoi miti, e rivolto anche a ragazzini un po’ più piccoli del pubblico young adult. L’ambientazione è distopica, giacché il giovane protagonista, il quindicenne Chiaro, viene presentato come un apprendista magazziniere nel porto di «Nuova Venezia», che dopo la «Grande Crisi Planetaria» era in parte sprofondata nel mare – «solo le cupole bianche e il leone alato s’innalzavano ancora dalla superficie dell’acqua» – e che Chiaro si lascia alle spalle per cercare fortuna imbarcandosi con i mercanti diretti a Oriente. Ma sulla costa cinese la carovana viene assalita dai predoni, che fanno una strage. Solo Chiaro viene risparmiato, perché i predoni vogliono venderlo come schiavo nelle lontane isole del Sol Levante, le quali, dopo la Grande Crisi, quindi da oltre trecento anni, non comunicavano più con il resto del mondo. Tutto questo è solo l’antefatto, raccontato nelle primissime pagine, perché l’avventura vera e propria comincia con lo sbarco di Chiaro in Giappone e con la fuga dai suoi rapitori. È un Giappone, appunto, che da secoli vive isolato, ed è quindi pienamente avvolto dalle proprie antiche tradizioni, nonché straniato rispetto al contatto con uno straniero, così alto e biondo come Chiaro, che viene scambiato per una divinità, suscitando timore, diffidenza, ma anche molte aspettative. Sono proprio queste, le eccessive aspettative, a pesare sulle spalle di Chiaro, il quale si sente solo un adolescente alle prese con la ricerca della sua libertà e del suo posto nel mondo, e non certo un supereroe. Anche lo sguardo di Chiaro è straniato rispetto alla solennità della tradizione giapponese, e l’autrice è bravissima nel creare il contrasto tra il linguaggio ieratico dei samurai, delle onna-bugeisha (le donne guerriere), dei cortigiani, e di tutti i personaggi sciamanici che li attorniano, e quello, spesso ironico o demistificante, di un adolescente occidentale teso soprattutto, almeno all’inizio, a salvarsi la pelle. Almeno all’inizio, perché poi, in questo, che è anche un romanzo di formazione, Chiaro assumerà la sua parte eroica, combattendo per la giustizia e prendendosi cura con generosità e coraggio degli altri.
Ispirato da un viaggio in Giappone, ma anche dalla passione per i manga e dal ricordo del Milione di Marco Polo letto da bambina («ma perché si è fermato in Cina?, mi chiedevo, perché non è andato in Giappone?», ha detto l’autrice in un’intervista), questo romanzo avventuroso ci porta in un mondo affascinante, dove la realtà è fluida, dove il mondo trascendente compenetra ogni creatura, nel bene e nel male, e dove gli esseri umani possono avere una componente ibrida, come nel caso degli yokai (creature della mitologia giapponese che hanno in sé una parte di demone, buono o cattivo, spesso con sembianze animali). Kitsune è la volpe, ossia lo yokai con cui il giovane protagonista viene identificato, e con il quale, nel suo percorso di crescita, dovrà fare i conti.
Francesca Pirrone, Come vorrei…, La Margherita Edizioni (Da 4 anni)
Il kiwi non è solo un frutto, ma è anche un uccello, che vive in Nuova Zelanda e che della Nuova Zelanda è un po’ il simbolo (tanto che i neozelandesi si autodefiniscono kiwi), e la prerogativa di questo uccellino dalle origini antiche è che non vola. Tipico tema da albo illustrato, in cui spesso si raccontano animali che differiscono dallo stereotipo. Ecco quindi che l’illustratrice Francesca Pirrone rende un kiwi protagonista del suo recente silent book, intitolato Come vorrei. Come vorrebbe volare il piccolo kiwi, ma ogni suo tentativo è un disastro, e i suoi tonfi clamorosi. Non tutto è perduto però, perché grazie alla generosità – e alle doti ingegneristiche – di un amico, si può provvedere in altro modo a volare… Mai arrendersi!