Viale dei ciliegi

/ 27.03.2017
di Letizia Bolzani

Kate DiCamillo, Little Miss Florida, Il Castoro. Da 9 anni

In un sovraffollato panorama di dimenticabilissimi romanzi per ragazzi, questo si candida invece a diventare indimenticabile. La sensibilità con cui Kate DiCamillo mette in scena situazioni e pensieri dei suoi giovani protagonisti, rendendoli davvero universali (per lettori piccoli e grandi), è a tratti folgorante. Siamo nell’estate del 1975 (le vicende sono ispirate a episodi biografici) e il concorso Little Miss Florida incoronerà la ragazzina che si sarà distinta per una serie di abilità, tra cui saper far roteare un bastone e aver compiuto delle buone azioni.

Raymie, Lousiana e Beverly s’incontrano perché prendono lezioni di twirling dalla stessa insegnante (sembra di vederla, una signora di mezz’età con i capelli «di un biondo lucentissimo» e «gli stivali bianchi»). Raymie partecipa al concorso perché spera che suo padre, se lo vincesse, sarebbe così fiero di lei da far ritorno a casa, lasciando l’igienista dentale con cui è fuggito. Louisiana spera di vincerlo per avere abbastanza soldi da poter scongiurare i servizi sociali e restare con la sua amata nonna. Mentre Beverly, figlia di un ex reginetta di bellezza ed ex campionessa di twirling (che «adesso non è più né l’una né l’altra. Adesso è solo una che lavora nel negozio di souvenirs»), vuole sabotare il concorso. In realtà quello che le ragazzine faranno sarà stringere un’amicizia solidale ed empatica. Provando a trovare qualche risposta ai grandi interrogativi dell’esistenza.

La storia è narrata dalla prospettiva di Raymie, che si fa domande profonde, e che sente la sua anima rimpicciolirsi o risplendere a seconda del dolore o della gioia che le giornate le procurano. Il dolore per le ferite che tutti noi sperimentiamo ogni giorno è avvertito con compassione illuminante: «Mi dispiace per la tua perdita» non è solo una formula di condoglianze, riflette Louisiana. «Trovo che sia una bella frase. La puoi dire a chiunque in ogni occasione». E anche i personaggi minori si stagliano con forza: dal signor Staphopoulos, l’insegnante del corso per bagnini, che si sta trasferendo e che Raymie saluta per sempre nel parcheggio del supermercato (mentre «il sole scintillava sui carrelli abbandonati»), con tutti i suoi averi stipati sul tetto della macchina e il manichino Edgar, costruito per le esercitazioni di salvamento, seduto sul sedile posteriore; alla signora Sylvester, la segretaria dell’ufficio di assicurazioni del papà di Raymie, con il suo barattolo di caramelle sulla scrivania. 

Ogni cosa è illuminata, davvero, in questo piccolo romanzo dalla scrittura asciutta e sapiente. E se la luce sottolinea l’inevitabile malinconia dell’esistenza, ne fa risplendere anche tutti gli aspetti meravigliosi.

Silvia Borando, Grande Gatto, Piccolo Gatto, Minibombo. Da 2 anni

Dopo il mondo in bianco e nero del delizioso Gatto Nero, Gatta Bianca, Silvia Borando torna a raccontarci una storia di gatti, stavolta entrambi bianchi in un mondo coloratissimo, e differenziati tra loro per la stazza: uno è grande e uno è piccolo, appunto. Tutta la storia, intelligente e giocosa, com’è nello stile Minibombo, si svolge intorno a questi due concetti, che a volte sono concreti (grande ciotola e ciotolina, grande gomitolo e gomitolino...) e a volte sono astratti (grandi discorsi, grande paura, piccolo tentativo, grande determinazione...): se all’inizio grande gatto sembra più importante perché fa le cose in grande, a mano a mano che la storia procede e che questi due aggettivi prendono vita in vari contesti, si capisce che non c’è valore predeterminato, non è meglio essere grandi o essere piccoli, dipende.

Quello che conta è aiutarsi come si può. Le parole sono poche, audacemente precise senza bamboleggiamenti («senza ombra di dubbio», «determinazione», «intrattenne», «si dedicò»), l’uso dei colori e del tratto, così espressivi nella loro assoluta semplicità, rendono il libro adattissimo anche per lettori molto piccoli. Vi consiglio vivamente una visita al bel sito www.minibombo.it, per giocare con i gatti. E di Grande gatto Piccolo Gatto è disponibile anche l’App (su App Store e Google Play).