Jeanne Ashbé, A più tardi!, Babalibri (Da 2 anni)
Se pensiamo a libri per bimbi piccolissimi, libri che riescano a vedere il mondo con i loro occhi e a raccontarlo con semplicità non scontata, evocando emozioni, scoperte e poesia, uno dei primi nomi che viene in mente è di sicuro quello di Jeanne Ashbé, autrice-illustratrice belga, che quest’anno ha vinto il Premio Nati per Leggere 2022, sezione 6-18 mesi, con due libretti, Il Bagno e La pappa, editi in un unico cofanetto da Babalibri. Sono libri senza parole, ma di parole ne potranno far sorgere tante, nel dialogo adulto-bambino che scaturirà sfogliando insieme queste pagine, dove le immagini offriranno continue opportunità di immedesimazione ai bimbi, che si riconosceranno nelle situazioni e nei contesti, così familiari, in cui Michi vive le piccole grandi vicende della sua quotidianità incentrata appunto sui due momenti topici del bagno e della pappa, insieme al suo pupazzo Meo. Oggi, in clima da ritorno a scuola, voglio segnalare però anche quello che ormai è un classico della Ashbé: uscito quasi trent’anni fa, è sempre attualissimo e perfetto per accompagnare i bambini al primo distacco. Ciò che viene raccontato è infatti lo svolgersi di una giornata al nido, dal ti accompagno al ti vengo a prendere. In mezzo, i minimi ma essenziali eventi che costellano la vita dei bambini nella loro giornata scolastica. I protagonisti sono due, un bebè e una bimba di circa due anni, così da riuscire a narrare esperienze diversificate, perché Milo e Anna possono avere un anno di differenza, ma a quell’età, un anno è un’era geologica. Inoltre, particolare non da poco, ogni scena è vista dalla prospettiva visiva dei bambini, con gli adulti sempre all’altezza del loro sguardo.
Agostino Traini, La pentolina magica, Gribaudo (Da 5 anni)
Un piccolo gioiello brilla nella collana «facile! Leggere bene. Leggere tutti» dell’editore Gribaudo, dedicata a chi muove i primi passi nella lettura autonoma, e volta a includere – grazie a grafica e font appositi – anche chi nella lettura ha qualche difficoltà. Si tratta di La pentolina magica, scritto e illustrato da Agostino Traini, apprezzato autore per bambini, che da almeno trent’anni ci incanta con le sue storie intrise di humour e di guizzi narrativi, dando vita a personaggi che in alcuni casi sono dei veri piccoli classici (ricordo almeno il divertentissimo lupo de Il berretto rosso, edito da Il Castoro, o la Mucca Moka, edizioni Emme).
Anche qui, come nel Berretto rosso, Traini riprende un tema fiabesco, ma stavolta non è Cappuccetto che si intravede in filigrana, bensì quei pentolini magici che cucinano da soli pietanze deliziose, come nell’omonima fiaba dei Grimm. Anche qui tuttavia Traini si stacca dal modello prendendo una direzione originale, con un brio che illumina sia la trama (minima ma ben costruita), sia le modalità stilistiche e grafiche con cui essa viene raccontata.
Mago Michele, in un rocambolesco incidente, viene salvato da una simpatica combriccola di amici (il gatto Trippa, l’anatra Anita, il serpente Serafino, l’asino Ettore, e Paolone, che non si capisce che animale è, ma simpatico come tutti gli altri). Per sdebitarsi, dopo averli invitati a un pranzo succulento, regala loro una delle sue pentoline, in grado di preparare magicamente da sola gli spaghetti al pomodoro. Qui comincia l’avventura, perché ecco arrivare il furfante di turno, il drago del mare, che ruba la pentolina. Gli amici non si arrendono, lo inseguono negli abissi, ingaggiano una lotta ma hanno la peggio, e finiscono in prigione. E poi tante cose accadono, una dopo l’altra, in questo racconto che terrà i piccoli lettori con il fiato sospeso ma che avrà naturalmente un lieto fine.
Gli elementi fiabeschi ci sono (dalla lotta contro il «cattivo», all’intervento di un aiutante magico, fino al divieto: «prendete i pentolini ma non la caffettiera»), però riconfigurati in modo innovativo. Molto efficace è anche la modalità narrativa: al testo principale, che scorre con eleganza stilistica, grazie alle frasi sintatticamente brevi ma precise, ben ritmate, e arricchite da un lessico mai sciatto, si alternano, dentro le illustrazioni, delle battute in discorso diretto pronunciate dai personaggi (non sono nei balloon ma è come se fossero fumetti), quindi riscaldate dalla vivacità esclamativa del linguaggio parlato e con la funzione («povera pentolina!», «fa paura!», «siamo salvi!») di suscitare empatia nei piccoli lettori.