Annalisa Strada, Il principe sul pisello, Coccole Books. Da 6 anni
Ma quanto è viziato il principino Battista? Maggiordomi, valletti, cameriere fanno tutto al posto suo (anche i gargarismi) e obbediscono ad ogni suo capriccio. Persino ciò che di bello accade al mondo, pensa Battista, accade per lui. «Ora vorrei uscire a vedere un po’ gli uccellini che volano per me in cielo!». E solo per lui: «Non voglio che vediate lo spettacolo della migrazione, che le rondini lo fanno solo per me!». Quando arriva l’annuncio della sua imminente incoronazione come re, Battista attende i messaggi di congratulazioni da parte di tutta la corte. Ne arrivano più di diecimila, grondanti lodi («Sei il più bello, il più grande e il più simpatico!»), tranne uno, scritto su un foglietto di carta da formaggio usata e racchiuso in una busta «color cagarella», su cui c’è scritto: «Io non sono sicura che sarai bravo come re...». Chi può essere stato? Battista è furibondo, non si dà pace, e si mette ad indagare. Quello che scoprirà gli sarà molto utile a imparare a vivere. Oltre che a diventare davvero degno di fare il re.
Un piccolo libro (con illustrazioni di Laura Désirée Pozzi) perfetto per i primi lettori, dove ancora una volta emerge il talento di Annalisa Strada, capace di efficacia su tutti i registri narrativi e su tutti i ritmi di narrazione, dal romanzo intenso per adolescenti alla misura breve del racconto per la prima infanzia, sempre sorretta da un senso dell’umorismo intelligente e sottile, ma anche immediato e in grado di suscitare grandi risate. Come non divertirsi di fronte alle iperboli che raccontano l’arroganza del principino? Un messaggio etico, come nella migliore satira, trasmesso con leggerezza e con il sorriso.
Il titolo rimanda al mondo delle fiabe con un ironico capovolgimento di genere (come già in un altro bel titolo di Annalisa Strada, La bella addormentata è un tipo sveglio, Piemme). La collana, in stampatello maiuscolo, è dedicata ai primi lettori: «Libri per Prima».
Manuela Monari, Evelyn Daviddi, Tutto in un abbraccio, Zoolibri. Da 3 anni
È uno di quegli albi in cui, più che una storia, ciò che avviene è un dialogo, poetico e filosofico nella sua semplicità, tra un genitore e un cucciolo. Un dialogo molto affettivo, che prende il tempo di chinarsi sulle grandi domande dei piccoli. Un «prendere il tempo», indicato molto chiaramente sin dal ritmico incipit del testo di Manuela Monari: quattro frasi brevi, semplici e solenni, come passi, che culminano appunto nell’ultima («Il bosco è una macchia d’autunno. Rosso, giallo, arancio, ora. Scricchiolii di tane e di foglie. Passi lenti sul sentiero.»).
I passi sono quelli di Papà Orso e del suo cucciolo, ma questo ce lo dice la bella illustrazione di Evelyn Daviddi. Non c’è mai ridondanza tra parola e immagine, ma perfetta complementarietà e ritmo. È un abbraccio anche il loro, quello del testo e delle illustrazioni, proprio come è un abbraccio, secondo Papà Orso, tutto ciò che esiste nell’universo. Il tema del libro, fin dal titolo, è proprio questo. Dal mondo della fisica (i gas e le polveri cosmiche che si abbracciano per formare le stelle) a quello metaforico (il sole abbraccia la sera), a quello che dà vita ad ogni cosa («allora anch’io sono nato da un abbraccio!»), persino alle idee capaci di cambiare il mondo, che nascono quando i pensieri abbracciano i sogni. Tutto nasce da un abbraccio. Niente e nessuno è un’isola. Un libro da leggere e rileggere con calma, per pensare e sognare. Un libro da concludere, come fanno i due protagonisti, con un tenero abbraccio letterale, antidoto perfetto al «vento forte» che a volte si alza e ci scompiglia, nel bosco come nella vita.