Bibliografia

Mina Loy, The Lost Lunar Baedeker, Rina Edizioni, Roma, 2022.

Uno dei disegni di Alice Milani all'interno di Marie Curie, edizioni BeccoGiallo.
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo.
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
Uno dei disegni di Alice Milani per <i>Marie</i> Curie, edizioni BeccoGiallo.
Uno dei disegni di Alice Milani per <i>Marie</i> Curie, edizioni BeccoGiallo.
Uno dei disegni di Alice Milani per Marie Curie, edizioni BeccoGiallo.
Uno dei disegni di Alice Milani per Marie Curie, edizioni BeccoGiallo.
Uno dei disegni di Alice Milani all'interno di Marie Curie, edizioni BeccoGiallo.
Uno dei disegni di Alice Milani all'interno di Marie Curie, BeccoGiallo Edizioni.
Marie Curie alla stazione di Parigi nel fumetto di Alice Milani uscito per le edizioni BeccoGiallo
 

Mina Loy, poetessa lunare

Un volume traccia la produzione poetica di questa grande autrice del Novecento
/ 26.09.2022
di Laura Marzi

Continua la missione di Rina Edizioni di riportare alla luce grandiose autrici del passato che sono state ignorate o non hanno ottenuto il giusto riconoscimento dal canone letterario. Con The Lost Lunar Baedeker, tradotto da Marco Bartoli, è il turno di Mina Loy: poetessa, artista, designer che ha attraversato il Novecento con l’obbiettivo: «semplicemente di diventare la donna più originale della propria generazione».

The Lost Lunar Baedeker è la raccolta di tutte le poesie di Loy: il titolo rimanda a un insieme di versi che dovrebbe costituire una sorta di guida per orientarsi sulla Luna. Baedeker è infatti un’espressione inglese che indica proprio uno stradario, che nel caso delle poesie di Loy darebbe indicazioni su come muoversi sul satellite più cantato dai poeti di tutti i tempi.

È molto interessante che la raccolta si apra con il verso: «non c’è Vita, non c’è Morte, solo l’Azione», che riporta inevitabilmente alla mente il brano del Faust di Goethe, in cui il protagonista si sta cimentando nella traduzione della Bibbia e, dopo mille dubbi e tentativi, decide infine di indicare proprio nell’Azione il principio di ogni cosa. Mina Loy non è infatti estranea alla tradizione ed è stata una poetessa acclamata da esimi critici come Ezra Pound e Thomas Eliot che invece lei, senza nessuno scrupolo, mette in ridicolo in vari versi, come ha fatto del resto con il gruppo di futuristi italiani con i quali ha condiviso la fondazione del movimento e che ha frequentato regolarmente nel decennio trascorso a Firenze: Filippo Marinetti, Giovanni Papini, Gabriele D’Annunzio che nei suoi versi diventano: «Raminetti, Giovanni Bapini e Daniel Gabrunzio».

Loy, che pure aveva aderito allo spirito e soprattutto all’estetica futurista, non tollerava il maschilismo assoluto di questi personaggi e proprio per opporvisi scrisse nel 1914 il Manifesto femminista, in cui non solo insiste sulla necessità che le donne possano scegliere il loro destino senza essere relegate all’opposizione binaria, ancora così attuale, di essere madri o non madri, ma sottolinea la gravità del controllo sociale sul corpo delle donne e soprattutto sulla loro sessualità. Secondo Loy l’invenzione tutta maschile della virtù delle donne rappresenta il primo grande ostacolo alla libertà di espressione e alla possibilità di condurre una vita secondo le proprie inclinazioni, tanto che nel manifesto suggerisce una soluzione radicale: l’eliminazione chirurgica della verginità per tutte le adolescenti. Il sesso è un aspetto fondamentale nell’opera di Loy: «io non conosco nient’altro che la vita – rispondeva a chi le chiedeva conto dello scandalo sorto dopo la pubblicazione dei testi erotici Songs to Joannes – e generalmente questa è riducibile al sesso». Si tratta, a distanza di oltre cinquant’anni, dello stesso punto di partenza del femminismo della seconda ondata: la sessualità femminile. Del resto anche oggi, come sappiamo, la prima conseguenza delle recrudescenze del populismo è proprio la libertà amorosa delle donne, minata con la messa in discussione del diritto all’aborto.

Colpi di genio e di forza rivoluzionaria come questi Loy non li ha solo scritti nei suoi testi o rappresentati nelle sue opere: ha improntato la sua vita alla ricerca della felicità, sostenendo prove durissime, come accade sempre quando si sceglie di vivere secondo il proprio desiderio. Ha vissuto all’insegna del nomadismo tra Parigi, Firenze, poi New York, l’Argentina, il Colorado, seguendo probabilmente l’indicazione che lei stessa suggerisce nel manifesto: «dimentica di vivere nelle case, possa tu vivere in te stessa». Ha avuto quattro figli e ha descritto il parto in una poesia che ha ispirato Sylvia Plath e il suo poema Tre donne: «sono il centro/di un cerchio di dolore/che eccede i propri limiti/in ogni direzione». Ha attraversato il dolore della morte della sua primogenita Oda quando aveva solo un anno, a causa della meningite, e del figlio John, morto di tumore quando era un ragazzino. Nel corso di tutta la seconda parte della sua vita ha vissuto nel lutto per la morte di colui che ha sempre definito il suo più grande amore: il pugile poeta svizzero Arthur Cravan.

Nelle poesie di Mina Loy (nella foto qui a lato) contenute in questa raccolta, con l’introduzione di Roger Conover e la postfazione di Laura Pezzino, si alternano testi astratti e visionari a versi dalla chiarezza e dalla sintesi lampanti: «senza di te vado/priva di grazia/come vanno le cose […] Amore------------------Il più eminente/letterato».