«Il secolo americano è destinato a proseguire quanto meno per un certo numero di decenni». Così si chiude il libro (uscito poco prima delle elezioni americane) di Joseph Nye, che non aveva previsto il trionfo elettorale di Donald Trump. Ecco infatti, nel saggio di questo studioso, la sponsorizzazione per Hillary Clinton: «L’America dovrà ascoltare per ottenere che gli altri paesi si arruolino in quello che la candidata alla presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton ha chiamato un mondo multipartner».
Il professor Nye è uno dei massimi esperti di relazioni internazionali; ha servito il Dipartimento di Stato (Ministero degli esteri) durante l’amministrazione democratica di Bill Clinton, e nel 2014 è stato nominato dal liberal John Kerry al Foreign Affair Policy Board. Infine, coniò nel 2003 l’espressione smart power.
Nelle relazioni internazionali smart power si riferisce a una combinazione delle strategie di hard power (ossia il ricorso alla potenza militare ed economica) e di soft power (ossia la formazione del consenso tramite la persuasione e non la coercizione).
Anche le espressioni hard power e soft power sono state inventate da Joseph Nye all’inizio degli anni Novanta. Esempi di uso dello hard power sono le guerre in Afghanistan (2001) e in Iraq (2003). Barack Obama era invece normalmente descritto come un rappresentante del soft power.
Era. Infatti, nel 2009, quando Hillary Clinton divenne segretario di Stato dell’amministrazione Obama, disse: «Dobbiamo usare ciò che è stato chiamato smart power – l’intera gamma di strumenti a nostra disposizione – strumenti diplomatici, economici, militari, politici, legali e culturali – scegliendo con cura per ogni situazione l’attrezzo giusto.» (Dichiarazione apparsa nell’articolo Clinton: Use «Smart Power», 15 gennaio 2009).
Joseph Nye, inventore dell’idea di soft power, sosteneva ora Hillary Clinton e lo smart power, rimanendo convinto che il partito democratico fosse estraneo allo hard power. Il che è inverosimile.
Per esempio, per quanto concerne la Nato, le cose cambiarono con un’amministrazione democratica e non con una repubblicana. Fu infatti Bill Clinton a decidere che la Nato (che avrebbe potuto essere un’organizzazione per la sicurezza collettiva) dovesse espandersi verso Est. Concepita in funzione di un nemico che non esisteva più, la Nato trovò un nuovo avversario nella guerra del Kosovo 1999.
Il successivo allargamento della Nato verso Est si spiega anche in termini economici: ogni volta che un paese entra in questa organizzazione, per l’industria bellica americana c’è un nuovo cliente che deve rinnovare i propri armamenti per uniformarsi agli standard Nato.
E che dire, per quanto riguarda Barack Obama e Hillary Clinton, dell’intervento in Libia, e, per quanto riguarda la Siria, della triplicata vendita di armi all’Arabia Saudita (notoriamente accusata di finanziare l’Isis)?
Eppure, il libro Joseph Nye è consigliato a chiunque sia interessato alle relazioni internazionali. Il professore conosce questa materia al punto da averle regalato un nuovo vocabolario.