«Non è perché vi piacciono le stesse schifezze che vi innamorerete e starete insieme tutta la vita». La pillola di saggezza è in un film d’amore colpevolmente trascurato, se al cinema ci fosse giustizia dovrebbe essere – se non l’Harry ti presento Sally dei nostri tempi – almeno un titolo che tutti ricordano. Invece bisogna raccontarne la trama – ragazzo si innamora di una ragazza che lo considera un amico e basta – e la cronologia scombinata. Solo allora si riesce a strappare un «Sì, l’avevo visto» (sottinteso: «e non mi pareva granché»).
Diretto da Mark Webb, intitolato per gli spettatori italofoni (500) giorni insieme – ardita traduzione di 500 Days of Summer, laddove Summer era il nome dell’amata – ha una ragazzina più sveglia della sua età come segretaria galante. È lei a rivelare all’innamoratissimo Joseph Gordon-Levitt la triste – e incontrovertibile – verità. La coincidenza dei gusti non garantisce amore eterno. (Sarà pur venuta anche a voi, davanti a un antipatico che vi dà ragione su ogni cosa, la voglia di cambiare idea per contraddirlo).
Forse l’odio funziona meglio. In effetti, ai festival cinematografici si stringono meravigliose amicizie – e si sa che poi da cosa nasce cosa – quando capita di uscire nello stesso momento dallo stesso film. I titoli di testa erano scarsi, la prima scena poco interessante, nella seconda non succedeva nulla… Pazientiamo, finché arriva il momento della rabbia: «no, questo no!». Usciamo, e se qualcuno si alza per lasciare la sala nello stesso momento potrebbe essere la nostra anima gemella.
Funziona secondo questo principio «Hater», la nuova app di incontri messa a punto da Brendan Alper. «Condividi quel che odi con le persone che ami» è lo slogan, piuttosto convincente. Si sa che gli amori possono finire, ma un odio – come un divorzio, ce l’ha insegnato Woody Allen – dura una vita intera. Gli amori si dimenticano, di certi brutti libri e brutti film non riusciamo a liberarci (soprattutto quelli che sembrano piacere al resto del mondo, senza eccezione alcuna, tornano sempre fuori e per l’ennesima volta dobbiamo stare su L’attimo fuggente). Ne ricordiamo i dettagli – vale per i libri, per i film, per i fidanzati insopportabili – più di quanto ricordiamo i dettagli delle cose amate.
Le domande di «Hater» per saggiare la compatibilità sono piuttosto generiche. Alzi la mano chi potrebbe dire «mi piace Linkedin» (vabbé, tranne gli iscritti che ci tormentano con richieste di entrare nella rete). La domanda su Donald Trump pare ovvia ma forse non lo è: stiamo assistendo a una convergenza di interessi tra gli oppositori della globalizzazione (che la sinistra fosse retrograda lo sospettavamo da un pezzo).
Ne servirebbero altre, più attuali. Per esempio: ti è piaciuto La La Land di Damien Chazelle? Da tempo non si litigava tanto per un film. Invece abbiamo la fila fuori, tutti con il loro tagliandino da turno in salumeria, tutti vogliosi di trovare difetti al film candidato a 14 Oscar. Viene da dire: cosa guardate di solito, se non vi piace un magnifico musical moderno, con due attori strepitosi, una splendida colonna sonora e numeri di ballo originali. Girato da un trentenne, perdipiù.
Bisognerebbe inserire domande su temi sensibili come «Ti piace Elena Ferrante?» (mai faremmo coppia con qualcuno che risponde «Sì, un sacco»). «Ti piace Roberto Saviano» è già una domanda un po’ scaduta, e la faccenda della scorta fa sì che uno dica «sì» in automatico, per non sembrare «Franti l’infame che sorrise». Nel libro Cuore di Edmondo De Amicis, che peraltro piace parecchio a uno scrittore bravo come Abraham B. Yehoshua, districarsi tra i gusti e i disgusti delle persone che ci piacciono è ancora più difficile, prima di scoprirlo avevamo sempre ridacchiato sul libro Cuore.
Mettersi insieme in base all’odio condiviso ha un altro vantaggio. Per fare bella figura in fase di corteggiamento spesso capita di accompagnare un film o un libro dalla fatale frase «mi ha cambiato la vita». Il primo consiglio sarebbe scappare via subito per la frase, non importa il titolo del libro o del film (chi si fa cambiare la vita da un libro o da un film quasi mai ne legge o ne vede un secondo). Se restate, perché la frase non vi infastidisce come infastidisce noi, passate subito all’elenco delle cose che non piacciono. L’amore si può fingere. L’odio traspare. Se il corteggiato o la corteggiata mentono, sarà più facile smascherarli.