Entrare nel corpo di un’ape. Vedere con i suoi occhi, percepire il mondo con l’ausilio dei suoi sensi. Questa la sfida che si pone il laboratorio organizzato dal Centro professionale del verde (Cpv) di Mezzana in seno alla prima edizione della Manifestazione «Giardini in arte», che si terrà da venerdì 4 a domenica 6 maggio al Monte Verità e che proporrà incontri con esperti di giardino e verde come Michael Jacob, Maria Laura Colombo e Corinne Hertaeg, accanto ai quali verranno organizzate passeggiate didattiche e laboratori creativi.
Ideatore del percorso dedicato ai sensi delle api è l’apicoltore e docente Roberto Fischer, che ha coordinato il progetto facendo capo a tre Istituti scolastici – le Scuole medie di Acquarossa, la Scuola d’arti e mestieri di Trevano e il Centro Professionale del verde a Mezzana. «È stato bello collaborare su questo progetto comune, quello dei cinque sensi dell’ape. In pratica con tre ragazzi che frequentano il quarto anno della Scuola media di Acquarossa (Ian Beer, Simone Guglielmazzi e Marzio Beffa) abbiamo elaborato il percorso, mentre con gli allievi delle Arti e mestieri ci siamo concentrati sull’udito, creando un attrezzo per riprodurre i suoni dell’ape regina e delle altre api. L’ideazione parte al Centro Professionale del verde, dove ho un gruppo di adulti che seguono la formazione in apicoltura».
Lo scopo del progetto è quello di mettersi nei panni di un’ape, per approfondire la conoscenza di questo insetto misterioso. «Faccio un esempio: l’ape non vede, ma con le antenne riesce a orientarsi. Per mimare questo aspetto abbiamo deciso di usare una poesia di Trilussa, ma riscrivendola in braille. Il visitatore o la visitatrice deve quindi riuscire a capire quello che c’è scritto, cosa non semplice. Per leggere il testo bisogna conoscere il codice, un po’ come le api».
Il mondo in cui i partecipanti verranno calati è oscuro ed enigmatico; lo scopo del percorso è proprio quello di invogliare le persone a trovare delle tecniche per orientarsi.
«Un po’ con l’aiuto dell’elettronica, un po’ con l’aiuto degli odori – metteremo delle scatolette con cere diverse per capire quello che sentono le api, che attraverso le antenne percepiscono i feromoni rilasciati dalla regina – riusciremo a capire un po’ meglio questi animali, estremamente affascinanti. Attivando tutte queste sensazioni faremo capire che l’ape è un insetto molto complesso».
L’interesse per le api di Fischer è nato 25 anni fa, dal laboratorio del padre; di tempo ne è passato e di progetti ne sono nati tanti. «Ho già preparato il percorso sui cinque sensi dell’ape nel mio apiario a Lottigna, in Valle di Blenio. Le api per me non sono soltanto miele, quella è solo una delle cose che si possono fare con questi straordinari insetti. Oltre alla cera e alla propoli, le api si possono trasformare in mille modi diversi. A differenza del mielecultore, l’apicultore si prende cura delle api a 360 gradi». Il percorso consta di cinque stazioni, come i sensi dell’ape: i visitatori potranno decidere quanto tempo investire in ogni tappa, e se passarle tutte o soffermarsi solo su alcune. L’importante è avere la curiosità di capire che cosa prova, come vive, chi è, un’ape.