Stop Ictus, uno slogan importante

Al via la campagna di sensibilizzazione che punta su informazione, prevenzione e riconoscimento della sintomatologia in fase acuta – Secondo articolo
/ 01.10.2016
di Maria Grazia Buletti

Un sondaggio della Fondazione Svizzera di Cardiologia ha evidenziato notevoli lacune da parte della popolazione nel riconoscere i sintomi di un ictus e nel chiedere il giusto soccorso il più tempestivamente possibile, condizione necessaria per una presa a carico terapeutica ottimale: «Solo il 38 percento degli oltre 500 interrogati è stato in grado di riconoscere i sintomi dell’ictus cerebrale e solo il 58 percento ha saputo dire spontaneamente il numero telefonico 144 da chiamare immediatamente». Come anticipato sulle nostre pagine («Azione 38» del 26.09.2016) dal primario di neurologia e responsabile dello Stroke Center dell’Ospedale Regionale di Lugano dottor Claudio Staedler, in Svizzera sono ben 16.000 le persone che ogni anno subiscono un ictus cerebrale, a prescindere dall’età. 

Dal canto suo, l’incaricata delle relazioni esterne e organizzazione eventi del nosocomio luganese signora Cristina Poncato così riassume la necessità di informare a tappeto la popolazione su un tema così complesso e delicato: «Solo una ridotta percentuale delle persone colpite da ictus cerebrale arrivano all’ospedale rapidamente, cioè entro poche ore (massimo quattro ore e mezza), limite critico per il pieno successo terapeutico; la probabilità di sopravvivere e di riportare menomazioni molto limitate o addirittura di non subirne nessuna aumenta con ogni minuto di tempo guadagnato fino al trattamento».

La campagna di sensibilizzazione STOP ICTUS, che prenderà il via a ottobre, ha come obiettivi un’informazione capillare su come riconoscere la sintomatologia dell’ictus, come intervenire repentinamente e su come prevenirlo. «È la concretizzazione di un progetto che ci sta molto a cuore, i cui partner principali sono rappresentati dallo Stroke Center dell’Ospedale Regionale di Lugano (ndr: uno dei nove centri specialistici svizzeri preposti nella presa a carico puntuale di questa patologia), dalla Fondazione Svizzera di Cardiologia, e dal Rotary Club Lugano che vanta una vasta esperienza nella salute, ambito in cui promuove progetti e campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione», sono le indicazioni del direttore dell’ORL e presidente dell’anno del Rotary Club Lugano Luca Jelmoni, che spiega: «Prevenzione e lotta contro le malattie rappresentano una delle aree di intervento definite dal Rotary internazionale che quest’anno festeggia i 100 anni dalla creazione della sua Fondazione con sede a Chicago, la quale ci sosterrà nel finanziamento della campagna STOP ICTUS, presentandola a Chicago per poi fare arrivare il suo sostegno finanziario a Lugano, insieme alle iniziative che si moltiplicheranno a favore della campagna di sensibilizzazione». 

La popolazione sarà raggiunta attraverso più canali, illustra la signora Poncato, curatrice del progetto in questione: «Prevederà l’uso dell’advertising puro (tutti i mezzi di comunicazione), il coinvolgimento di numerosi partner che ci aiuteranno nella divulgazione di questo importante messaggio, le conferenze pubbliche e diverse altre iniziative di promozione. Inoltre, Migros Ticino ci darà la possibilità di essere presenti sui suoi punti vendita con uno stand informativo e persone competenti che sapranno informare e rispondere alle domande della gente». Il materiale divulgativo sarà distribuito un po’ ovunque: «Nelle farmacie, presso gli studi medici e i nostri partner (e naturalmente in ospedale) si troveranno volantini, locandine, banner e roll up (conferenze) in cui trovare le indicazioni più importanti».

Ictus: cos’è, come riconoscerlo, come intervenire e come prevenirlo; questi i contenuti salienti della campagna, del materiale informativo e delle T-shirt stampate a tema, come spiega il direttore Jelmoni: «Alla stra-Lugano metteremo a disposizione le magliette stampate con l’obiettivo di veicolare l’informazione sull’ictus e, lo ripetiamo, sull’importanza di riconoscerlo e intervenire nel minor tempo possibile». Le difficoltà da superare per presentare una campagna così importante e articolata non sono mancate, ma Jelmoni si è detto soddisfatto del risultato: «Non era semplice individuare e creare il messaggio per un tema complesso che andava filtrato e sintetizzato affinché giungesse alla gente scevro di allarmismi ma preciso nei punti salienti».

L’intento, spiega il direttore, era quello di non creare panico, bensì di indicare che, riconosciuto l’evento patologico, la via per un’eventuale guarigione passa per la lotta contro il tempo nel giungere allo Stroke Center. Obiettivo raggiunto attraverso una grafica azzeccata, che rappresenta un manichino di quelli comunemente utilizzati anche nell’arte, di cui la signora Poncato rivela il significato: «In un tema così delicato, che può colpire chiunque, non volevamo dare connotati di età, sesso e condizione fisica: la scelta del manichino snodato, con le sue giunture, permette di riprodurre fedelmente le posizioni dell’essere umano, compresa quella innaturale che descrive la parte del corpo colpita da ictus». Jelmoni rileva che il cronometro, a lato del manichino, sta a ricordarci l’importanza del tempo: «Ogni minuto è un minuto guadagnato verso la guarigione». 

E il dottor Staedler conferma concretamente l’importanza del riconoscere i sintomi di un ictus cerebrale e di intervenire repentinamente: «Bisogna avvisare immediatamente il 144, dove hanno la necessaria competenza per comprendere chi deve essere immediatamente ricoverato allo Stroke Center: oggi i pazienti di tutto il territorio cantonale fanno capo direttamente lì e ciò permette di agire terapeuticamente nelle prime preziosissime ore». Il primario di neurologia dell’ORL afferma che allo Stroke Center giungono circa 450 – 470 pazienti all’anno, numero che tende ad aumentare: «Se qualche anno fa solo il 5 per cento giungeva in tempo utile per beneficiare di un trattamento specifico, oggi possiamo parlare del 15 per cento, mentre l’obiettivo della campagna STOP ICTUS è quello di arrivare oltre queste percentuali di trattamento nella fase cosiddetta iper acuta, che ci permette di vedere evoluzioni così favorevoli come non mai negli ultimi anni». 

L’imprenditore statunitense Jim Rohn diceva: «Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere». La campagna STOP ICTUS ci ricorda l’importanza della prevenzione, tanto quanto quella di riconoscere i sintomi di un ictus cerebrale e sapere a chi rivolgersi immediatamente per avere migliori possibilità terapeutiche e una buona prognosi. Vale la pena soffermarsi a leggere il materiale divulgativo. «Ed eventualmente non esitare a porre domande al proprio medico di famiglia, come pure direttamente allo Stroke Center», conclude Luca Jelmoni.