La sorpresa fra le banane

Mondoanimale - Conoscere i ragni permette di non enfatizzare le nostre paure nei loro confronti
/ 21.05.2018
di Maria Grazia Buletti

«Un ragno letale spunta dalle banane», era la notizia dello scorso febbraio, quando il comandante dei pompieri di Baar (nel canton Zugo) riceveva un’insolita chiamata di intervento a cui egli stesso faticava a credere. «In 31 anni di servizio credevo di aver visto di tutto, ma questa operazione è stata singolare», ha ammesso riferendosi all’intervento effettuato in un supermercato della regione riguardo a un ragno sbucato da una scatola di banane. I dettagli di quei fatti sono subito stati riferiti dalla «Zentralschweiz am Sonntag», sulla base del rapporto dei pompieri secondo il quale un cliente stava prendendo delle banane da una scatola quando ha notato un ragno cadere sul pavimento. 

Prontamente lo ha ucciso schiacciandolo con un piede. Gesto spropositato a causa della paura dei ragni? Secondo i pompieri di Zugo non è così perché non si trattava di un ragno qualunque: «Esso apparteneva a una specie “altamente velenosa” che vive nell’America del Sud. Il morso di questo “ragno banana”, il cui nome scientifico è Phoneutria, può causare insufficienza respiratoria nell’essere umano, crampi muscolari, nausea e palpitazioni cardiache. Nel caso peggiore il velenoso aracnide può provocare anche la morte della persona morsicata».

Come questo ragno sia «immigrato» nel canton Zugo è solo un’ipotesi: «Succede raramente, ma può capitare che questi ospiti arrivino come passeggeri nascosti all’interno delle scatole di frutta che viaggiano via mare verso l’Europa», spiega chi ha diretto l’intervento di emergenza, rassicurando sul fatto che i dipendenti del negozio hanno subito sigillato tutte le casse di banana con una pellicola di plastica e, dopo le verifiche, nessun altro ragno o uovo di ragno è stato trovato. Naturale porsi, a bocce ferme, qualche domanda a proposito della frequenza di episodi come questi, ma soprattutto se in Svizzera e in Ticino esistono ragni autoctoni così pericolosi. Ma una rondine non fa primavera, recita la saggezza popolare, e l’esotico e inquietante episodio raccontato dai pompieri intervenuti nel supermercato del canton Zugo non dovrebbe amplificare l’irrazionale timore che parecchi nutrono nei confronti dei ragni. 

Ne è assolutamente convinta l’esperta Françoise Liloia da noi interpellata per fare chiarezza su questi mostriciattoli a 8 zampette che troppo spesso ci mandano in panico o ci fanno schifo. «La paura dei ragni si chiama aracnofobia e appartiene a parecchie persone, figlia di un retaggio probabilmente archetipico e certamente di un’immaginazione distorta che ci fa vedere questo innocuo animaletto come un mostro dal quale non ci sappiamo difendere», esordisce la nostra interlocutrice. Eppure il ragno giunto a Zugo da molto lontano era velenoso e ci chiediamo se possiamo parlare di un caso davvero raro (come del resto affermato dal capo dei pompieri di Zugo), oppure se dobbiamo preoccuparci. «Qui in Svizzera, come pure in Ticino, possiamo dormire sonni tranquilli: i nostri ragni autoctoni non sono di rilevanza medica». 

Ciò significa che possono essere velenosi: «Ma lo sono esclusivamente per le loro prede, mentre per l’essere umano si potrebbe verificare l’effetto puntura di vespa e niente di più». E secondo la nostra interlocutrice possiamo proprio dormire sonni tranquilli: «È rarissimo che un ragno ci morsichi: si tratta di un animale davvero schivo, a cui non interessa l’essere umano come è invece il caso della zanzara (che punge per succhiare il sangue), gli acari (che mangiano la nostra pelle morta) e lo scarafaggio, per fare altri esempi». 

Secondo Françoise, i ragni non hanno bisogno dell’uomo per nessuna ragione e potrebbero morsicarci solo nella davvero remota eventualità di essere disturbati: «Anche in un caso così remoto, non necessiteremmo di un intervento medico perché la morsicatura, ripeto assolutamente poco probabile, sarebbe innocua», ribadisce la Liloia. 

Sfatata dunque la demonizzazione che spesso facciamo di questi mostriciattoli che si intrufolano nelle nostre case unicamente perché sono calde: «E trovano le pulci del letto di cui si nutrono, così come degli acari, delle cutigere varie, delle blatte (scarafaggi da casa): questi sì sono insetti invasivi di cui però i ragni si nutrono, liberandoci da essi». Allora, pare che parecchie persone temano i ragni che invece sono utili proprio all’uomo: «Come tanti altri animali autoctoni, i ragni sono utili al nostro ecosistema e, non ci fossero loro che se ne nutrono, ci troveremmo a dover fare i conti con molti altri insetti per noi nocivi o fastidiosi».

Dunque niente paura dei ragni, che sono timidi, ci liberano da animaletti e insetti nocivi, ci rifuggono, non ci morsicherebbero e, se dovesse succedere, non sono né velenosi né nocivi. «Nella nostra insalata, dovessimo trovare qualcosa, penso si tratterebbe piuttosto di scarafaggi che non ragni che, tra l’altro, non mangiano verdura», rassicura la nostra interlocutrice. Ricorda come sia possibile, per chi teme i ragni, seguire un corso di desensibilizzazione: «Per non temerli bisognerebbe averne una maggiore conoscenza, anche perché bisognerebbe avere paura più di una zanzara tigre, ad esempio, che non di un ragnetto innocuo.

Ad ogni modo, chi volesse cimentarsi nell’acquisire coraggio nei confronti dei ragni potrebbe quindi provare a seguire uno dei corsi di desensibilizzazione di cui parla davvero molto bene la gente che ci ha provato, come dimostra la testimonianza di una persona (nome noto alla redazione): «Il corso mi ha cambiato la vita e oggi, se vedo un ragno, riesco almeno a prenderlo in un bicchiere e portarlo altrove». Dal canto suo, l’esperta è perplessa a proposito del lungo viaggio affrontato dal ragno di Zugo: «Sono animali che non sopravvivono al freddo; pensate che anche tra i nostri autoctoni, una grande parte dei maschi non sopravvive all’inverno». Conoscerli per apprezzarli, o per lo meno per non temerli, è la via più ragionevole da perseguire per convivere con i ragni autoctoni che, ricordiamolo, ci liberano le case da altri fastidiosi animaletti.