Desirée Mallè, con uno dei suoi cani

Il mio amico a quattro zampe

Convivere con un cane significa occuparsene con responsabilità, rispettare le sue esigenze e adempiere ai nostri doveri di proprietari
/ 10.10.2016
di Maria Grazia Buletti

«Vivere con un cane è divertente», questa la premessa dell’opuscolo edito dall’Ufficio della sicurezza alimentare e veterinaria federale (USAV). Pubblicazione che, con le sue domande e risposte, si rivolge a chi è consapevolmente alla ricerca del cane più idoneo al proprio stile di vita. «Avere un cane non significa solo coccole e passeggiate, bensì occuparsene con responsabilità, rispettando le sue esigenze», e queste sono le basi sulle quali poggia la chiacchierata che abbiamo intrattenuto con la vice presidente della Federazione cinofila ticinese e già responsabile dei corsi dedicati ai cuccioli Jsabel Meier Balestra.

L’inizio di una buona convivenza tra uomo e cane comporta non solo gioie e diritti, ma una buona dose di conoscenza e doveri. Questi ultimi vanno onorati nei confronti dell’animale stesso, come pure della vita in società: «Il cane ha bisogno di cibo (io consiglio almeno due pasti al giorno per l’esemplare adulto; per i cuccioli almeno tre); l’acqua deve sempre essere a disposizione, 24 ore su 24; non devono mancare le passeggiate, secondo la razza almeno due al giorno di un’oretta circa per il cane adulto (per il cucciolo bisogna seguire l’indicazione dell’allevatore, del veterinario o dell’istruttore cinofilo del gruppo cuccioli)». Sembra tutto scontato, eppure non sempre lo è e non sempre chi si appresta ad adottare un cane riesce a proiettarsi in queste regole di vita con il proprio quattro zampe che già da cucciolo necessita di essere adeguatamente accudito e seguito: «Non dobbiamo far correre un cucciolo o un cane giovane accanto alla bicicletta o ai roller; non dobbiamo imporgli passeggiate troppo lunghe in salita o in discesa, perché possono nuocere alle articolazioni…». Inoltre, l’esperta sottolinea che il cucciolo deve comunque avere la possibilità di «socializzare con altri cani, scoprire cose sconosciute e fare esperienze nuove». 

Non pensiamo che per il nostro futuro cane sia sufficiente sfogarsi in un giardino, perché in verità, «ha bisogno di recarsi in luoghi diversi, annusare nuovi odori e, durante la passeggiata, incontrare altri consimili per una questione di socializzazione». Siccome anche l’occupazione mentale del cane è determinante già da cucciolo, Jsabel suggerisce anche di munirsi dei vari giochi in commercio o di fabbricarne a casa con un po’ di fantasia e senza grandi costi. 

Dunque, già all’arrivo del cucciolo bisogna essere consapevoli che è importante iniziare a frequentare in una cinofila i corsi a lui dedicati: «Sono importanti e fortemente raccomandati dall’età di otto settimane e consiglio di inserirsi in gruppi piccoli, di cinque o sei esemplari, dove ci sono istruttori a sufficienza per seguire bene ogni binomio». Ad ogni esitazione o difficoltà del cucciolo stesso, la nostra interlocutrice consiglia di rivolgersi all’istruttore: «Dobbiamo ricordarci che si segue il corso di socializzazione per il cucciolo con l’intento di dargli la possibilità di crescere bene e divenire fiducioso, in quanto una buona socializzazione è la continuazione degli insegnamenti della madre». 

Un cucciolo, però, non resta tale per sempre e il detentore di un cane ne deve essere consapevole, confrontandosi anche con le leggi in vigore, come bene ci illustra la presidente della Federazione cinofila ticinese Désirée Mallè: «Chi possiede un cane ha la fortuna di poterci convivere, ma non dimentichiamo che, come ogni categoria sociale, ha diritti e doveri. E credo che i doveri imposti dalle nostre leggi siano ben poca cosa rispetto alla magnifica e arricchente esperienza che deriva dall’avere un cane». Secondo Mallè: «In realtà basterebbero buonsenso, rispetto e un po’ di educazione (intesa come conoscenza) per non avere bisogno di troppe leggi». Ad ogni modo, le disposizioni legali federali obbligano alla frequenza dei corsi OPAn: «Questi corsi, come pure quelli rivolti alle razze soggette a restrizione (ndr: Legge cantonale) dovrebbero permettere di acquisire le basi riguardo alla tenuta di cani e (questo sarebbe decisamente utile) stimolare la voglia di conoscere meglio il proprio amico a quattro zampe». I corsi OPAn perseguono l’obiettivo di «insegnare all’uomo a insegnare al cane». «È essenziale trasmettere l’importanza della comunicazione efficiente con l’animale, insieme a un po’ di passione, che poi è il motore della conoscenza», afferma Mallè. 

Tutte le informazioni inerenti la legislazione che regola la detenzione di un cane, come pure le informazioni sui corsi specifici, sono disponibili sul sito dell’Ufficio del veterinario cantonale www.ti.ch/vet, ricorda la presidente della Federazione cinofila ticinese, alla quale chiediamo infine di riassumere i punti essenziali che bisogna valutare nell’adozione di un cane: «Trovare quello giusto è questione di onestà e di un po’ di fortuna. Prima devo comprendere bene qual è il mio stile di vita (e quello della mia famiglia), se questo si concilia con un cane, dovrò quindi interrogarmi su cosa posso offrirgli e cosa posso aspettarmi da lui e viceversa». Mallè ribadisce: «E poi mi devo informare, informare, informare… perché un cane non è un accessorio di moda. È un compagno del quotidiano e ne devo avere cura e rispetto». 

Rivolgersi a persone competenti per farsi guidare nella scelta è cosa responsabile e saggia: «Non abbiate paura di chiedere, leggete, non sottovalutiamo l’importanza del soggetto giusto e affrontiamo seriamente la decisione di viverci insieme: sarà un’esperienza impagabile».