(Foto di: Sheila Cappelletti)

Educare i cani e i padroni

Mondoanimale - È importante fare del miglior amico dell’uomo un buon cittadino a quattro zampe
/ 09.10.2017
di Maria Grazia Buletti

Sono circa 29mila gli esemplari di cani annunciati nel canton Ticino e circa 500mila in tutta la Svizzera. Il primato della razza maggiormente rappresentata? Ebbene va al minuscolo Chihuahua. Se possiamo parlare di crescita esponenziale del miglior amico dell’uomo nella nostra nazione e nel nostro cantone, è altresì vero che questo enorme numero di cani sta creando un terreno sociale delicato e il boom dei nostri quattro-zampe non fa sempre solo scodinzolare.

«I sobborghi delle città, dove si tengono sempre più cani, sono diventati una zona di conflitto», conferma il direttore della Società cinologica svizzera (Skg) Andreas Rogger. Di fatto, l’incontro tra un proprietario di cane e gli altri utenti del nostro territorio urbano e rurale si trasforma spesso e volentieri in uno scontro. «Proprietari di cani, ciclisti o corridori, persone a passeggio: ognuno è disturbato dall’altro ed è convinto di essere nel giusto», sostiene Rogger che, analizzando i conflitti, ammette che questi non nascono soltanto per l’intolleranza della gente e spesso sono proprio i proprietari dei cani a comportarsi male. 

Abbiamo interpellato la vicepresidente della Federazione cinofila ticinese (Fct) e responsabile per la formazione Jsabel Balestra, la quale, dal canto suo, puntualizza un concetto che sta alla base di tutto: «Dobbiamo sempre ricordarci che il cane è un animale con esigenze specifiche a cui l’essere umano si deve adattare per creare una buona convivenza che non porti a problematiche e conflittualità». Per questo motivo, sempre secondo Andreas Rogger, il detentore del cane dovrebbe imparare innanzitutto ad accettare le eventuali osservazioni o critiche che potrebbero venirgli indirizzate: «Ad esempio: non si perdono le staffe se qualcuno fa notare che non si lancia il bastone da riporto in un campo coltivato, o che i bisogni nel fieno non piacciono al contadino». 

Il detentore del cane non dovrebbe mai prendere la cosa sul personale: «Spesso pensano: chi non ama il mio cane, ce l’ha con me, e questo è sbagliato». Ciò che va ricercato è invece il dialogo tra le parti in causa e perciò gli esperti concordano nel lanciare un appello in questa direzione, oltre all’invito di frequentare un corso di educazione cinofila che permetta una migliore e corretta gestione del cane in ogni situazione. I corsi erano obbligatori fino alla fine del 2016 per ogni svizzero che voleva adottare un cane, mentre oggi solo Glarona, Zurigo e Ginevra richiedono ancora un certificato di idoneità. 

L’abolizione dell’obbligo di frequentare un corso di quattro lezioni ha rammaricato le società di categoria che però non sono state con le mani in mano e ribadiscono che, per migliorare la situazione, bisognerebbe creare un brevetto federale di detentore di cane. Nel frattempo, i proprietari sono caldamente invitati a frequentare comunque e volontariamente una scuola riconosciuta per apprendere l’approccio adeguato con il cane e con l’ambiente. 

Anche il Ticino si muove esattamente in questa direzione. Ce lo conferma Jsabel Balestra che annuncia la ripresa del corso di «Cittadino a 4 zampe», svecchiato della precedente formula: «A differenza dal corso OPAn obbligatorio fino all’anno passato, il C4Z consta di 12 lezioni pratiche per proprietario e cane, all’interno delle quali si integra pure la teoria. L’esame finale darà al cane il diploma di Cittadino a 4 zampe. Quindi sono aumentate le ore, e di conseguenza ne risulta un corso più approfondito, nel quale si viene presi a carico in gruppetti di quattro, massimo sei coppie conduttore-cane».

L’abolizione dell’obbligatorietà non dovrebbe affatto influenzare il proprietario responsabile: «Dovrebbe prevalere il desiderio di far diventare il cane un vero e proprio membro della famiglia, di piacevole compagnia e gestibile nella società odierna: se un cane ti ubbidisce e la sua risposta è adeguata alle situazioni e al contesto sociale, non si creeranno problemi, malintesi o conflitti con gli altri». Per cui bisogna che le società cinofile riescano nell’intento di incentivare il senso di responsabilità dei proprietari di cani: «Ricordiamo sempre che il cane necessita regole, le cerca, le vuole. Si tratta di dargli le linee di condotta nelle quali esso comprenda chiaramente cosa può e cosa non deve fare», risponde Balestra che però ammette quanto sia difficile motivare quelle persone che questi concetti non li comprendono a priori. 

Per tutti gli altri, basta visitare il sito della Federazione cinofila ticinese (http://www.fcti.ch) per trovare tutte le risposte alle domande su questo corso che già alcune società cinofile offrono nel cantone. Possono partecipare cani dai sei mesi in poi, senza limiti superiori di età: «Pure i cani vecchi imparano parecchio, anche se non possiamo pretendere di risolvere problematiche accumulatesi negli anni; partecipare è comunque un primo utile passo che si può fare nell’ambito di una società cinofila». Non vi sono limiti di razza, ma le femmine in calore devono restare a casa durante quel periodo, mentre in generale è richiesta la buona salute dell’animale. 

«Il costo è di 150 franchi e alcuni Municipi da noi sollecitati premiano i detentori di cani che seguono il C4Z con un rimborso di circa 50 franchi o l’abolizione di una tassa annua», racconta la nostra interlocutrice, invitando cani e proprietari a cimentarsi insieme in un’attività sì istruttiva, ma anche ludica e in grado di offrire una corretta socializzazione dell’animale. Cosa che non potrà fargli che bene.