Come capitalizzare la natura?

Anche l’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) ha allestito, in linea con le tendenze internazionali, un elenco dei servizi ecosistemici; ad essi è dedicata la manifestazione Swifcob 18, il prossimo 9 febbraio a Berna
/ 29.01.2018
di Marco Martucci

Ciascuno di noi ha uno o più luoghi in cui si reca per ritemprarsi nel corpo e nello spirito. Io sono molto affezionato a un posto dove vado per camminare, correre, respirare aria pura, ammirare i prati fioriti, raccogliere un po’ di castagne o qualche fungo. Questi e altri innegabili benefici sono offerti dalla natura a me e agli altri che mi capita d’incontrare durante le mie camminate. È vero che la natura, dall’acqua fresca alle rocce, dagli alberi ai fiori dei campi, dal volo degli uccelli al canto dei grilli, ha un suo significato intrinseco, un valore indipendente dalla nostra esistenza. E anche come tale va salvaguardata. È altresì vero però che dalla natura ricaviamo, spesso senza sborsare un centesimo, vere e proprie prestazioni d’altissimo valore.

In tal senso si parla da qualche anno di «servizi ecosistemici» che contribuiscono al benessere dell’umanità. Uno degli obiettivi della Strategia Biodiversità Svizzera è il rilevamento quantitativo dei servizi ecosistemici al fine di tenerne conto nel calcolo del prodotto interno lordo per la misurazione del benessere. Quanto valgono, anche in danaro, un lombrico, un faggio, un fiume, il suolo fertile, l’aria pura? Non si tratta di monetizzare la natura, il cui valore trascende ogni discorso finanziario, ma di rendersi conto che essa ha, anche, un valore economico che contribuisce alla ricchezza e che rischia, oggi più che mai, d’andar perso per colpa nostra.

Anche solo banalmente, le passeggiate nella natura potrebbero ridurre i costi per la salute, come il respirare aria incontaminata o bere acqua pura. È stato calcolato che, a livello mondiale, a causa del calo della biodiversità e dei suoi servizi ecosistemici, andrebbero persi dai 4mila ai 20mila miliardi di franchi l’anno. È dimostrato ed evidenziato anche nella Strategia Biodiversità Svizzera che la biodiversità nelle sue componenti di geni, specie ed ecosistemi è essenziale per garantire il pieno funzionamento dei servizi ecosistemici, che sono perciò servizi della biodiversità.

L’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) ha allestito, in linea con le tendenze internazionali come il Millennium Ecosystem Assessment, un elenco dei servizi ecosistemici. Attraverso specifici indicatori si vuole calcolare il contributo del capitale naturale al nostro benessere. In questa lista si distinguono quattro categorie. Nella prima, i servizi ecosistemici di supporto, fondamento di ogni altra prestazione degli ecosistemi, troviamo fra l’altro il ciclo dell’acqua, la formazione del suolo, la produzione di ossigeno e lo stoccaggio del CO2. Si tratta di processi naturali globali di vasta portata, nei quali la biodiversità è importante. Per esempio, superfici coperte da vegetazione diversificata assorbono, trattengono e distribuiscono l’acqua in maniera molto efficace. Alla formazione del suolo concorrono microorganismi, piante e animali come i lombrichi. La maggior parte dell’ossigeno sulla Terra è prodotta dal fitoplancton marino.

Alla seconda categoria appartengono i servizi di approvvigionamento, forse i più evidenti. Ecco la produzione di alimenti, sfruttata per esempio in agricoltura e nella pesca, e la diversificazione dei generi alimentari, garanzia per il nutrimento di miliardi di esseri umani. Dalla natura, piante, animali, funghi, microorganismi ci arrivano migliaia di principi attivi per farmaci e di continuo se ne scoprono di nuovi. Piante e organismi del suolo sono garanzia per ottenere acqua pulita e potabile, una risorsa naturale sempre più rara. La natura ci fornisce legna per costruire e per scaldare e anche fibre, lino, cotone o lana.

Fra i servizi ecosistemici di regolazione, la terza categoria, incontriamo la protezione contro le piene, la regolazione dei pericoli naturali, del clima (v. pag. 13), delle malattie e degli organismi nocivi e anche l’impollinazione, prestazione quest’ultima molto conosciuta: un terzo dell’alimentazione mondiale è garantito da insetti impollinatori, non solo api domestiche ma anche api selvatiche e parecchie altre specie d’insetti (v. articolo di Daniele Besomi, pubblicato su «Azione» del 16.10.2017, ndr.). Rive di fiumi e torrenti ricche di vegetazione diversificata riducono l’erosione e proteggono dalle piene.

Meno evidente, perché non soddisfa bisogni solo materiali, è la quarta categoria, quella dei cosiddetti servizi ecosistemici culturali che comprendono attività ricreative e turismo, contemplazione della natura, attrattiva dei paesaggi, formazione e ricerca, estetica. Il valore finanziario del paesaggio per il turismo svizzero è stato stimato in oltre 70 miliardi di franchi. Anche l’educazione ambientale ha bisogno di contatto diretto con la natura che, inoltre, è fonte di ispirazione per poeti, scrittori, pittori e musicisti.

Dopo tutti questi esempi, ci si può chiedere quale sia la situazione attuale. Il concetto scientifico di «servizio ecosistemico» ha quasi vent’anni e fa ormai parte della realtà politica, ma nella pratica stenta a decollare. Il Forum Biodiversità Svizzera dedica la sua manifestazione annuale Swifcob (Swiss Forum on Conservation Biology) proprio ai servizi ecosistemici. Swifcob 18, il prossimo 9 febbraio a Berna, avrà come tema: «I servizi ecosistemici: dal concetto scientifico alla messa in pratica». L’obiettivo: chiarire dove e come il concetto di servizio ecosistemico dovrebbe essere messo in pratica in Svizzera.

Come sottolinea Daniela Pauli, della direzione del Forum Biodiversità Svizzera, «il concetto di servizio ecosistemico corre spesso il rischio di essere frainteso se non perfino abusato, per esempio quando si tratta di proteggere solo quelle specie di piante, animali e funghi di cui conosciamo l’utilità». Fra i relatori del convegno, Martin Schlaepfer, dell’Università di Ginevra, presenterà l’attività del gruppo di cui è coordinatore: «Il Gruppo GE-21, composto da specialisti delle alte scuole, della Città e del Cantone per mettere in pratica il concetto di servizio ecosistemico, con l’obiettivo di chiarire il legame fra natura sana e benessere». I relatori, altamente qualificati e provenienti anche dall’estero, contribuiranno a mettere a fuoco ogni sfaccettatura del concetto di servizio ecosistemico e a chiarire, come dice Daniela Pauli, «l’importanza di tutta la biodiversità per garantire anche a lungo termine le prestazioni degli ecosistemi».

Informazioni
www.biodiversity.ch/SWIFCOB18