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Cavallo, principe per un giorno

Mondoanimale - Una giornata di porte aperte nelle strutture equestri che ospitano i cavalli per scoprire la loro appartenenza al territorio e cosa ancora si può fare per loro
/ 06.06.2017
di Maria Grazia Buletti

Viene riproposta in Ticino, sabato 10 giugno, la giornata di porte aperte delle strutture equestri (non di tutte, ma di parecchie) che ospitano gli equini nel nostro cantone (i cavalli nello specifico, senza però dimenticare la grande varietà di asini, muli, pony, bardotti che vivono sul nostro territorio). Promossa dalla Federazione ticinese degli sport equestri (Ftse), la settima edizione della Giornata cantonale del cavallo avrà come tema la valorizzazione del territorio ticinese attraverso questo animale, e permetterà alla popolazione di conoscerlo. Belli e domesticati da millenni, questi animali esercitano sempre un grande fascino sull’essere umano che continua a ricercare con loro un rapporto comunicativo. Una relazione, quella fra uomo e cavallo, che poggia su altri schemi rispetto a quelli della nostra specie, insieme a un fondamentale e antico rapporto di collaborazione (di lavoro, di compagnia e per sport nel tempo libero) che va sempre più delineandosi e integrandosi nella realtà sociale e urbanistica cantonale. 

Attorno al cavallo si rinnova e cresce l’interesse, nel contempo cambia il territorio e si modificano le esigenze di vita degli equini che meritano una riconsiderazione, una sorta di adattamento mirato al loro benessere. Stato di salute che, lo ricordiamo, è regolato in modo capillare a livello federale, attraverso la Legge sulla protezione degli animali. «Con la sua iniziativa della giornata cantonale del cavallo 2017, la Ftse vuole dunque avvicinare la popolazione, adulti e bambini, al mondo equestre, dando continuità al dialogo, alla conoscenza, all’approccio verso questo magnifico animale, nella conoscenza delle attività ad esso correlate e nella comprensione della sua appartenenza al suolo ticinese come valore aggiunto e non come elemento di disturbo», riassume il presidente del sodalizio Stelio Pesciallo, nel presentare un nutrito programma che vede parecchie strutture equestri proporre visite, attività, giochi e momenti ludici per tutta la giornata di sabato 10 giugno e in tutto il cantone (il programma dettagliato è su www.equiticino.ch). 

La Commissione cavallo e ambiente della Ftse ha già messo parecchia carne al fuoco in questa direzione, lungo tutto l’arco dei due anni passati, attraverso la Campagna di sensibilizzazione Cavalli e carrozze nella circolazione stradale. «Si tratta di una campagna volta alla conoscenza delle regole di circolazione su sentieri, stradine e strade quando si incontra, si supera o si incrociano cavalli o una carrozza», spiega l’avvocatessa Ester Camponovo, presidente della Commissione, alla quale abbiamo posto anche alcune domande per meglio comprendere, poi, la contestualizzazione del cavallo sul nostro territorio e le basi legali che la regolano. 

La premessa poggia sul fatto che la salvaguardia del territorio, con particolare attenzione alle aree verdi, rappresenta una delle più importanti sfide dei nostri tempi. D’altro canto, per quanto attiene al cavallo, Camponovo osserva che «il rapporto ancestrale fra esso e l’uomo è sempre perdurato negli anni, ma l’avvento della meccanizzazione e della tecnologia, nei tempi più recenti, ha fatto sì che questo animale trovasse impiego principalmente nello sport, anziché nel lavoro agricolo e solo grazie a persone appassionate di questa specie il cavallo ha potuto continuare ad essere una componente della nostra società fino ai giorni nostri».

Il cavallo è e rimane, in ogni caso, un animale cui di diritto spetta una vita in zone verdi e agricole, per sua natura e per i suoi bisogni psicofisici di movimento e pascolazione. A beneficio di ciò, la modifica degli ultimi anni della legislazione federale sulla pianificazione del territorio (Lpt) ha segnato qualche passo in avanti nei confronti del mondo equestre, riconoscendo che il cavallo appartiene alla realtà rurale da ben prima che la modernità e le nuove tecniche venissero impiegate in zona agricola, e da ben prima che altri verdi comprensori venissero destinati all’insediamento di nuove zone residenziali: «La storia ci ricorda infatti che questo animale ha contribuito moltissimo alla vita e all’economia rurale della nostra società, e a questa realtà appartiene per propria natura».

Nel disciplinare l’uso consentito delle singole superfici, la Legge e l’Ordinanza sulla pianificazione del territorio tentano di preservare il limitato suolo del nostro Paese e, per quanto attiene al cavallo, incappano quindi in una sorta di controsenso: «La legislazione vigente sancisce infatti che quelle attività che eccedono l’equitazione all’aperto sono destinate ad essere confinate in aree differenti» da quelle preposte e indicate alla tenuta stessa dei cavalli, rispettose delle loro esigenze e contestualizzate in zona agricola. «La Lpt rinvia infatti i detentori di cavalli alla zona edificabile».

Ma al di là delle esigenze del cavaliere, che la sera rientra al proprio domicilio, «in che misura le esigente etologiche di un cavallo “sportivo” possono essere diverse da quelle del cavallo “amatoriale” o “del tempo libero”?», si chiede la nostra interlocutrice. «A voler ben vedere, non ci si può esimere dall’osservare che tutte quelle raccomandazioni emanate dall’Ufficio federale di veterinaria circa la buona e rispettosa tenuta del cavallo (segnatamente all’esigenza di movimento quotidiano) possono essere garantite appieno unicamente consentendo l’edificazione di queste strutture destinate alla pratica dell’equitazione con ogni condizione meteorologica».

Lo status quo è dunque caratterizzato da un paradosso: si riconosce il diritto del cavallo di abitare la zona agricola, suo habitat naturale di appartenenza. Nel contempo gli si vieta però di avere a disposizione le strutture adeguate e necessarie al suo movimento, dunque, alla sua salute e alle esigenze della specie che restano tali anche nel suo impiego accanto all’uomo. La legge dice che queste strutture andrebbero edificate soltanto in zona edificabile estensiva. Bisogna dunque fare ancora parecchia strada prima di permettere a queste strutture performanti di erigersi nell’ambiente stesso del cavallo: «L’allenamento di cavallo e cavaliere con qualsiasi tempo è imprescindibile; d’altronde anche chi pratica atletica, in caso di intemperie si allena in palestra e non di certo sulla pista esterna», precisa la presidente della Cca, rinnovando l’invito della Ftse a tutta la popolazione a partecipare alla Giornata cantonale dedicata al cavallo di sabato 10 giugno.