Sommaruga, una politica ben temperata

/ 07.11.2022
di Peter Schiesser

E così, dopo Ueli Maurer il governo federale perde quest’anno un altro membro: Simonetta Sommaruga. Non se ne va perché è stanca della politica federale, lascia perché suo marito, lo scrittore Lukas Hartmann, 16 anni più anziano di lei, ha avuto un ictus e la loro vita non è più quella di prima. Questo fatto improvviso e incisivo le ha cambiato la scala di valori, la politica ha ceduto il posto alla persona, al proprio essere interiore. Ora conta la vita che resta, la carriera si può concludere.

Una carriera di tutto rispetto, di una politica nata pianista e che in quanto tale ha padroneggiato con tenacia e tocco perfezionistico la tecnica dell’azione politica, approfondendo fin nei dettagli i dossier di cui si occupava, dapprima come direttrice della Fondazione per la protezione dei consumatori, poi come consigliera nazionale e agli Stati, infine come consigliera federale per 12 anni. Chi l’ha seguita sottolinea il suo pieno controllo delle emozioni, la capacità di non lasciarsi provocare, di affrontare con distacco le critiche, lei stessa dice che chi non sa accettare le critiche non dovrebbe entrare in politica. La sua estrema riservatezza su questioni personali l’hanno resa però in apparenza umanamente un po’ distante, distaccata (chi ha avuto a fare con lei lo contesta e sottolinea la sua capacità di ascolto e la sua empatia). Le poche volte che ha rivelato qualcosa di sé – il fatto di vivere separati, lei e suo marito, in due case a Berna, di aver acquistato un pianoforte elettrico per poter suonare il Clavicembalo ben temperato di Bach la sera tardi con le cuffie senza disturbare i vicini – ha destato sorpresa, e nei suoi avversari il sospetto che fossero dichiarazioni ben calcolate.

Il suo carattere, la disciplina personale appresa da pianista sono stati solo degli ottimi strumenti, la sua grande forza politica è stata un’attitudine al compromesso e una capacità di persuasione in nome di obiettivi comuni. Il fatto che riuscisse a creare consenso al di là degli steccati politici l’ha resa particolarmente invisa all’Udc, per la quale la sua capacità di dialogare con l’economia e con gli ambienti borghesi di centro rappresentava una minaccia. Ma anche all’interno del Partito socialista non è sempre stata amata. Assieme ad altri esponenti dell’ala destra del partito, nel 2001 aveva firmato il Manifesto del Gurten, che metteva in discussione molti tabù della sinistra e invocava fra le altre cose un freno all’immigrazione. In risposta il gruppo PS in parlamento l’aveva isolata. Poi però 9 anni dopo è comunque riuscita a farsi eleggere in Consiglio federale. E qui ha raccolto (come tutti o quasi) vittorie e sconfitte.

La legge sul CO2, il referendum sulla revisione della legge sulla caccia, gli aiuti ai media sono state le ultime e più severe sconfitte, proprio nel suo Dipartimento preferito, ma in precedenza le è riuscita una revisione della legge sull’asilo in cui venivano anche garantiti maggiormente i diritti dei richiedenti l’asilo, ha ottenuto misure contro la discriminazione salariale delle donne, ha introdotto quote femminili nei consigli d’amministrazione delle grandi aziende. Soprattutto, da quando si è profilata una crisi energetica senza precedenti, è riuscita a creare un consenso fra politici, aziende elettriche, associazioni ambientaliste per la costruzione di nuove dighe idroelettriche, la creazione di una riserva di energia idrica per l’inverno e la costruzione di una centrale a gas di riserva a Birr, infine ha contribuito al salvataggio di Axpo e ha fatto passare in parlamento il principio di un ombrello finanziario per altre società elettriche che dovessero trovarsi in difficoltà, tutto in pochissimo tempo.

Ora questa politica ben temperata esce di scena e lascia un vuoto. Di stile e politico. Simonetta Sommaruga ha ricordato che le piace girare per la città come una normale cittadina, ma ha ammonito che sempre più spesso ha dovuto farsi accompagnare da guardie del corpo: se il clima politico si fa più ruvido, questo si riflette nella società, ha commentato. Lo stile del politico conta, perché diventa sostanza nel paese. Con lei se ne va una convinta sostenitrice dell’arte del compromesso. Vedremo con chi la sostituirà il parlamento federale. Per ora il Partito socialista (il cui secondo seggio non è ancora contestato) si concentra a presentare in breve tempo un doppio ticket femminile.