Lugano e Zugo: prospettive di crescita diverse

/ 08.05.2023
di Angelo Rossi

Nella storia economica degli ultimi decenni emergono, in Svizzera, due date: il 1975 e il 2008. Le stesse segnano la fine di un’epoca di sviluppo e l’inizio di una nuova, marcata da una trasformazione importante della struttura di produzione. Nel 1975, anche da noi, buona parte dell’industria manifatturiera ha chiuso i battenti o si è trasferita all’estero. Nel 2008 si è invece avviato il processo di ristrutturazione del settore finanziario che, fino ad allora, aveva conosciuto i livelli di produttività più alti. Questi profondi cambiamenti hanno lasciato tracce sul territorio. Negli anni Ottanta e Novanta il fenomeno della deindustrializzazione ha obbligato un buon numero di città di vecchia tradizione industriale a cercare una nuova base economica per arginare la perdita di aziende, posti di lavoro, abitanti e gettito fiscale. Pensiamo ai casi di Winterthur, Baden, Yverdon e La Chaux-de-Fonds, per proporre ai lettori possibili esempi di come le nostre città industriali di media e piccola dimensione hanno affrontato e saputo superare – con ricette e risultati diversi – i problemi di sviluppo posti dalla deindustrializzazione.

A queste difficoltà allora sono sfuggite le città di maggior taglia e quelle di media dimensione la cui base economica era fondata sul settore dei servizi e, in particolare, sulle attività finanziarie. Come, per esempio, Zugo e Lugano. Tuttavia i vantaggi delle città del terziario sulle città con base economica differente sono durate solo fino al 2008. La crisi finanziaria internazionale e l’abbandono del segreto bancario verso i clienti stranieri hanno avviato un processo di ristrutturazione, non solo nelle banche, ma in tutte le attività del settore finanziario. Da allora sia Zugo che Lugano si trovano a dover affrontare le sfide poste dal ridimensionamento di quello che era il settore trainante delle loro economie urbane. Se teniamo ora conto dello sviluppo degli ultimi 15 anni, sembra che le due città siano riuscite a fronteggiare le stesse in modo molto diverso. Infatti, se per farci un’idea dell’evoluzione prendiamo come metro lo sviluppo della popolazione, ci accorgiamo che dopo il 2008 e fino al 2022 la Grande Lugano ha conosciuto un tasso di crescita annuale pari allo 0,25%, molto inferiore a quello medio nazionale (0,44%). Mentre la popolazione di Zugo è letteralmente esplosa, realizzando un tasso di crescita annuale pari all’1,60%.

Zugo potrebbe quindi proporsi come esempio da seguire a Lugano? Sarebbe possibile evitare il colpo di freno imposto all’economia cittadina dalla ristrutturazione del settore finanziario seguendo questo esempio? La risposta a questi interrogativi può essere trovata solo identificando i fattori che hanno favorito la crescita di Zugo dopo il 2008. Chi scrive reputa che la stessa, almeno in buona parte, sia stata una crescita di riflesso, determinata dall’insediamento di attività economiche che lasciavano i poli economici di Zurigo e Basilea o che non potevano insediarsi in queste due regioni, oramai afflitte da fenomeni di saturazione. Invece che a Zurigo e Basilea, queste attività hanno così scelto di localizzarsi nei piccoli centri del Canton Zugo, in particolare nella città capoluogo. Il Canton Zugo per la sua posizione geografica è facilmente accessibile dai due poli economici dell’altipiano elvetico.

L’insediamento continuo di nuove attività, provenienti dagli stessi, ha provocato un forte aumento dell’offerta di posti di lavoro e questa crescita ha determinato la rapida espansione demografica di cui si è già detto. Lo sviluppo delle attività economiche è stato favorito non solo dalla posizione geografica vantaggiosa, ma anche dalle politiche fiscali di Cantone e città generose, sia verso le persone giuridiche, sia verso le persone con redditi elevati. Nella sua strategia 2035 la città di Zugo desidera continuare a crescere pur conservando sempre l’attrattiva del piccolo centro. Zugo vuole diventare una smart city contenendo il consumo di risorse non riproducibili. Dall’altra parte vuole diventare il centro di una «Bitcoin/Fintech Valley». Questa strategia con diversi assi e progetti di sviluppo viene perseguita da una decina di anni circa. Stando all’evoluzione di popolazione e posti di lavoro potrebbe sembrare che finora le sia arriso il successo. Anche Lugano si propone, da qualche tempo, lo sviluppo delle attività Fintech. Ma non è detto che a strategia uguale corrisponda simile successo. Zugo cresce infatti soprattutto come appendice di Zurigo e Basilea. Purtroppo Lugano, al momento, non dispone di vicine motrici così potenti.