Il desiderio di una figlia

/ 10.10.2016
di Silvia Vegetti Finzi

Cara Silvia, mi rivolgo a lei perché nessuno comprende a fondo la mia angoscia. Dovrei essere soddisfatta di quello che ho: un bravo marito, due bambini deliziosi, di dodici e dieci anni, una bella casa, una condizione economica tranquilla. Invece sono tormentata dal desiderio di avere, dopo i due maschietti, una figlia femmina. M’immagino come sarebbe bello crescerla, come la sentirei vicina e quanto mi sarebbe d’aiuto durante la vecchiaia. Invidio la mia vicina che ha due figlie che, pur essendo sposate con bambini piccoli, sono piene di premure per lei. Mi sento ancora giovane e forte per affrontare una terza gravidanza ma, c’è sempre un ma, mio marito non ne vuol sentir parlare. Dice che due figli maschi, soprattutto durante l’adolescenza, ci impegneranno completamente e che una sorellina piccola resterebbe in disparte, un’appendice rispetto al resto della famiglia. Cosa posso fare? Rinunciare o insistere? / Susanna

Cara Susanna, le donne sono vissute, per secoli, sotto il segno dell’obbedienza, prima al padre poi al marito. Era quest’ultimo a decidere quanti figli avere, anche mettendo a rischio la vita della moglie. Per fortuna non è più così. Sappiamo che si diventa soggetti solo riconoscendo i propri desideri e cercando di realizzarli con responsabilità, tenendo conto dei bisogni e dei desideri degli altri.

Il desiderio di avere una bambina, in mancanza di ostacoli obiettivi, coinvolge soprattutto il rapporto con suo marito, cui non puoi imporre una paternità non voluta. Ma, allo stesso tempo, non è giusto che condanni sé stessa a una rinuncia così dolorosa senza provare a convincerlo. 

Purtroppo i conflitti psicologici sono molto più ardui da gestire di quelli oggettivi. Ma non per questo vanno soffocati. Non conosco le vostre vite, ma è probabile che l’intransigenza dimostrata da tuo marito sia motivata, tra l’altro, da un trauma infantile. Può darsi che la nascita di una sorellina lo abbia spodestato dal ruolo di primogenito o che, crescendo, gli abbia fatto ombra. Ora, ponendosi dal punto di vista dei figli, la sente come una minaccia al loro futuro. 

In realtà non credo che i due ragazzi sarebbero turbati più che tanto da un altro fratello. Uso il maschile per ricordarle che non può essere sicura che nascerebbe una bambina piuttosto che un terzo maschietto. In questo caso sarebbe pronta a superare la frustrazione di un desiderio irrealizzato e, a quel punto, difficilmente riproponibile? La famiglia non è la somma dei suoi membri ma un sistema complesso dove basta introdurre o spostare una pedina perché cambi la scacchiera intera.

Credo che, dopo aver dato voce al suo desiderio, debba interrogare quello degli altri. Ne ha parlato a fondo con suo marito e con i ragazzi? È in grado di comprendere le loro posizioni? Mi sembra che, sinora, si sia focalizzata soprattutto sulle sue esigenze. 

Da quello che mi risulta poi, non sono più soltanto le figlie a gestire i genitori vecchi o malati, vi sono molti figli maschi pronti a prendersi cura di loro, disposti a fare sacrifici per mantenerli e accudirli amorevolmente. Quello che era un dovere femminile viene sempre più spesso condiviso. Non è tanto rilevante quindi l’interesse pratico, quanto la sfera affettiva.

Sono convinta che, di fronte a una figlia femmina, suo marito lascerebbe cadere tutte le riserve e si innamorerebbe perdutamente di lei, come tutti i papà. Ma questa previsione non l’autorizza a trascurare il suo divieto. Un figlio si può proporre ma non imporre. L’unica arma che possediamo per convincere gli altri a esaudire i nostri desideri è la parola. Non certo la chiacchiera ma la parola vera, quella capace di comunicare, non soltanto le nostre richieste, ma anche il senso profondo che rivestono per noi. Se non ci riesce da sola potrebbe chiedere l’aiuto di un parente autorevole o di un amico fidato.

L’unica consolazione che posso darle è che, tra non molto, la vostra casa sarà rallegrata dalla presenza delle amiche e poi delle morose dei vostri figli. E che, non tutte, ma qualcuna si farà amare come una figlia. Sempre proiettando lo sguardo verso il futuro, potrà scorgere eventuali nipotine che, le assicuro, costituiscono una delle più grandi gioie della vita.

Come non smetto mai di ricordare, la vita ci riserva una seconda e talvolta anche una terza possibilità. Basta saper aspettare.