Buongiorno, vorrei qualche informazione circa l’utilizzo di alimenti contenenti fitoestrogeni in aiuto a contrastare alcuni effetti collaterali in pre e menopausa (dovuti al calo degli estrogeni): quali sono e in che quantità? Lei cosa ne pensa? / Monica
Buongiorno Monica,
la ringrazio per l’interessante domanda, mi sono documentata in merito e qui cerco di riassumerle il tutto.
I fitoestrogeni sono letteralmente sostanze estrogeniche di origine vegetale. Oltre a essere utili per le piante sono importanti per le loro proprietà estrogeniche anche per i loro predatori, gli animali e noi. La parola fitoestrogeni deriva proprio dalla prima scoperta degli effetti estrogenici negli animali al pascolo e nell’uomo: quando vengono mangiati, possono influenzare una persona allo stesso modo degli estrogeni prodotti dal corpo. Detto questo, i fitoestrogeni sono comunemente divisi in tre classi principali: isoflavoni, cumestani, lignani. Esiste una quarta categoria, costituita dai lattoni, ma ha scarsa valenza terapeutica.
Le fonti di fitoestrogeni sono: noci, semi, frutta e verdura, soia, aglio, sedano, carote, patate, riso, grano, trifoglio rosso, patate dolci, frutta (mele, melograni e castagne) e caffè. I fitoestrogeni classificati come isoflavoni sono i più studiati e si trovano principalmente nei semi di soia e nei loro prodotti trasformati e in altri legumi, compreso il trifoglio rosso. La quantità di isoflavoni necessaria per dare effetti sulla salute è di circa 40-70 mg/giorno o una media di 50 mg/giorno. Il consumo medio di isoflavoni nella società asiatica è di 15-50 mg al giorno, mentre nei paesi occidentali solo circa 2 mg al giorno. I fitoestrogeni nella dieta vengono digeriti, quindi metabolizzati dai batteri nell’intestino, assorbiti nell’intestino e coniugati nel fegato. Inoltre, circolano nel plasma fino a quando non vengono infine escreti nelle urine. I fitoestrogeni imitano gli estrogeni del corpo perché la loro struttura chimica è molto simile. Quando entrano nel corpo, i recettori degli estrogeni li trattano come se fossero estrogeni; hanno quindi il potenziale effetto di regolare tutti i processi influenzati dagli estrogeni, inclusa l’induzione degli ormoni sessuali che si legano alla globulina e inibiscono l’aromatasi (è un sistema enzimatico deputato alla conversione degli androgeni, ormoni sessuali tipicamente maschili, in estrogeni, che sono invece caratteristici dell’organismo femminile).
I fitoestrogeni possono essere utili per le donne che cercano di riequilibrare i loro ormoni mentre si avvicinano alla menopausa. Durante la perimenopausa, che è il periodo prima che una donna raggiunga la menopausa, i livelli ormonali nel suo corpo fluttueranno e causeranno una varietà di sintomi quali vampate, basso desiderio sessuale, stanchezza, ciclo irregolare, sbalzi d’umore ecc. I fitoestrogeni possono anche sopprimere i sintomi clinici della menopausa causati da una diminuzione della produzione di estrogeni endogeni. La somministrazione di 100 mg di isoflavoni al giorno nelle donne in postmenopausa può ridurre i sintomi vasomotori. Il vantaggio di questo fitoestrogeno è che non fa male al seno e all’endometrio. Inoltre, i fitoestrogeni non aumentano il rischio di coagulazione, ciò fa sì che siano un’alternativa sicura alla terapia ormonale sostitutiva. Tuttavia possono essere un rischio quando i soggetti affrontano una malattia estrogeno-dipendente (endometriosi, cancro al seno, cancro all’ovaio, carcinoma dell’endometrio uterino) e anche quando gli estrogeni vengono utilizzati come contraccettivi, possono essere deleteri nei soggetti giovani o in coloro che si trovano in uno stato fisiologico riproduttivo. Nonostante i numerosi studi attualmente disponibili nella letteratura scientifica sui fitoestrogeni, permangono controversie su diversi endpoint di salute. La maggior parte di essi potrebbe essere ragionevolmente risolta considerando le concentrazioni e i dosaggi dietetici richiesti.
Per rispondere alla sua domanda: i fitoestrogeni possono aiutare, è più opportuno ottenerli da fonti alimentari naturali piuttosto che da integratori, ma sempre chiedendo consiglio al proprio medico.