Di torture ed eresie

/ 15.05.2023
di Cesare Poppi

La cronaca: era il 6 aprile del 1252, sabato successivo alla Pasqua e vigilia della Domenica in Albis. Un sicario cataro assassinava l’Inquisitore Generale di Milano, Pietro da Verona, nel bosco di Farga, a Seveso (Monza). L’episodio fece precipitare provvedimenti relativi all’ordine pubblico e alla sicurezza dello status quo in un cambiamento di passo fondamentale per lo sviluppo delle politiche culturali dell’Occidente cristiano per secoli a venire.

Il 15 maggio dello stesso anno il Papa Innocenzo IV firmava la Bolla Ad Extirpanda/Al fine di estirpare che autorizzava il ricorso alla tortura per fare confessare agli eretici i loro crimini. La Bolla argomentava che gli eretici «sono assassini delle anime tanto quanto ladri dei Sacramenti di Dio e della fede cristiana (…) devono pertanto essere costretti – come sono ladri e banditi – a confessare i loro errori e a rivelare i loro complici». Erano quelli gli anni nei quali veniva a fruizione pratica e amministrativa la lunga opera dei giuristi Glossatori dello Studium Bolognese che adattava la tarda legislazione imperiale romana alle esigenze del Diritto e dell’Amministrazione ecclesiale. Nel diritto classico greco e romano, la tortura era ammessa solo per confermare la verità dei fatti e solo nei confronti di coloro che non erano persone morali a tutti gli effetti: ovvero schiavi e stranieri. Paradossalmente la loro testimonianza in Giudizio non era vincolante sotto giuramento come per i Cives/Cittadini, ma tale diveniva in quanto estratta sotto tortura. Grottesco e paradossale. Certo. Sarà una riflessione logica e ancora controversa conquista culturale, bandire in epoca moderna la tortura come fonte di «prove» ma solo dopo la «scoperta» dei Droits de l’Homme. Per allora dovette bastare – mettiamola così – la sensibilità di un Innocenzo IV il quale, forse perplesso nei confronti della «logica» della tortura come fonte di verità giudiziaria, si affrettò e specificare i termini entro i quali la tortura potesse considerarsi legittima. Ovvero: che fosse applicata solo una volta; che non comportasse perdita della vita o anche di funzioni corporali e (incredibile oggi – o forse ancora no!? – ma storico) che l’Inquisitore ritenesse le prove acquisite contro l’accusato virtualmente certe.

La Questione Catara pagava ancora i suoi storici dividendi dopo il massacro seguito alla caduta della Roccaforte di Montsegur nel 1244. I Catari (e/o chi per loro) e la crisi finanziaria che costò torture (e roghi) anche all’Ordine dei Cavalieri Templari in quanto creditori di una monarchia francese insolvente, stavano in quegli anni lentamente e inesorabilmente lievitando… (anche questa è un’altropologica storia) e anche quelli dovevano essere castigati…

In quel quadro, la mano di velluto e forse gli scrupoli di Innocenzo IV, non sortirono altro effetto se non estendere urbi et orbi il concetto di «eresia» che già si era fatto strada laddove almeno fino a due secoli prima dominavano invece dubbi, incertezze, ambiguità e conseguenti compromessi. Per almeno otto secoli dopo l’Editto di Costantino (313 d.C.) il Cristianesimo come religione dominante, pur nelle sue ereticanti varianti, e pur se quando, spesso e volentieri non statisticamente maggioritario, era rimasto in qualche modo «tollerante» nei confronti di coloro che non erano preparati per ragioni molteplici ad adeguarsi. La Bolla Ad Extirpanda contribuì alla costruzione per i secoli a venire del clima di intolleranza e sanzioni conflittuali della Modernità, poi inveratosi con la Riforma Protestante. Voluto? Atteso o Inteso? Di certo equivocato. Fra l’XI ed il XIII secolo il dibattito sulla stregoneria passò in secondo piano rispetto all’insorgere di pericolose eresie come quelle Catare e Valdesi.

Con la Bolla Summis desiderantes affectibus (Desiderando con supremo ardore) del 1484, sigillata da Innocenzo VIII, nella quale il Pontefice affermava la necessità di sopprimere l’eresia e la stregoneria nella regione della Valle del Reno, e nominava i frati domenicani Heinrich Kramer e Jacob Sprenger (autori del Malleus Maleficarum) inquisitori incaricati di estirpare la stregoneria dalla Germania, il peraltro cauto sigillo di Innocenzo IV fu inasprito. Innocenzo VIII, volente, nolente o Innocente, produsse i suoi storici effetti legittimando la Caccia alle Streghe almeno fino ad ora, quando eretici & Co. sono spariti dagli schermi giudiziari. O no?! Kyrie eleison.