Siamo di nuovo in piena polemica per decidere se o meno se la Statua della Madonna di Trevignano pianga lacrime celesti e miracolosamente moltiplichi gnocchi e stufato di coniglio. Parliamo, naturalmente, di Trevignano Romano e non di Trevignano Trevisano, perché i rispettivi gusti regionali sono profondamente differenti. Ancora non si sono spente le polemiche sulle apparizioni di Medjugorie, che già siamo alle prese col nuovo Nuovo Caso delle apparizioni mariane con le immancabili stimmate e moltiplicazione non dei pani e dei pesci – che quella è dieta da poveracci. C’è già, va da sé, una fiorente industria culturale sul Caso. Reportage giornalistici, interviste/intersviste, scoop e colpi di scena alimentano ormai una tifoseria da stadio.
Materia ghiotta per l’Altropologia, in quanto ripropone ancora una volta il tema, problema e dilemma, delle credenze nei fenomeni «soprannaturali». «Non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti» così il Patriarca Abramo a chiusura nella parabola del Ricco Epulone (Lc 16, 19-31).
Siamo nel 173 dopo Cristo. La guerra lanciata contro Quadi e Marcomanni dall’Imperatore Marco Aurelio è entrata nella fase decisiva. I barbari che, col trattato del 171 avevano sottoscritto di restarsene tranquilli a Est del Danubio in cambio di doni e privilegi, non reggono più. Da Est altre etnie – saranno poi Unni, Slavi e quant’altri premono alle loro spalle – incalzano ai garretti attratte dalle meraviglie dell’Impero.
Fattostà che Marco Aurelio deve accorrere in fretta e furia nel Nord della Moravia, attuale Repubblica Ceca. Qui i Quadi hanno sfondato le linee di difesa, e sono una marea dilagante. Carriaggi e armenti, donne e bambini affamati, bottino di ogni sorta, schiavi e prigionieri… chi fermerà lo tsunami? Siamo dunque all’11 Giugno: Marco Aurelio si trova a fronteggiare una forza molte volte superiore di Quadi. I legionari della mitica XII Legio Fulminata – quella fondata da Cesare – si trovano alle strette non tanto per gli sforzi nemici ma per la sete: da giorni sono a corto d’acqua. Narra Dione Cassio che quando sembrava che tutto fosse perduto, il cielo si rannuvolò. Una tempesta di fulmini seguita da una pioggia torrenziale cadde sui Quadi. Ripresa la battaglia, rinfrancati da quello che subito apparve come intervento divino, i romani ebbero presto la meglio.
La vittoria della XII Fulminata è passata alla storia come la battaglia del Miracolo della Pioggia, schema narrativo destinato a diventare standard di episodi analoghi nei secoli a venire. Ora, secondo Dione Cassio, il miracolo sarebbe stato propiziato da un Mago egiziano – certo Harnuphis – amico di Marco Aurelio, che aveva invocato la pioggia con incantesimi e l’intercessione del dio Mercurio. La versione di Dione non fece in tempo a finire sui media che Tertulliano, occhiuto e severo storico cristiano, confutò Dione portando prove testimoniali di tradizione orale che il miracolo era stato, invece, opera di una compagnia della XII Fulminata composta da cristiani ai quali Marco Aurelio aveva pregato di pregare il loro Dio.
Ed è qui che la cosa si fa Altropologicamente interessante. Marco Aurelio è passato alla storia non solo come uno degli ultimi Imperatori degni di quel nome. Era anche un filosofo, l’ultimo degli Stoici degni di nota. Nel suo immortale capolavoro Dialoghi con me Stesso precede e inaugura – mutatis mutandis – la tradizione dell’Umanesimo. Passa però alla storia – anche – come persecutore di cristiani. Che certo fu, e moderato, ma in senso «laico»: lui, Traiano, si trovò a doverlo fare perché quei talebani di allora minavano l’ordine pubblico. Origene dunque confuta Dione Cassio sulla base del fatto che (vero) Marco Aurelio non aveva nessuna simpatia per Maghi e Indovini – anzi – e dunque (falso) non si sarebbe affidato a uno di loro.
La morale della storia è questa: il politically correct impone di assegnare la Vittoria della Pioggia un tanto agli Uni, un tanto agli Altri. Mercurio o Cristo. Resta la domanda: e ai poveri Quadi cosa resta della torta storica del Miracolo della Pioggia? Propongo che, come risarcimento storico, i primi a beneficiare della Miracolosa Ricetta del Coniglio di Trevignano del nuovo marchio DOPR (sta per DOP/Rivelato) saranno i Quadi. Parola di Altropologo. Cattolico Romano, credente e praticante.