Grazie a una maggiore propensione al rischio e alla domanda globale di obbligazioni USA, quest’anno il valore dei titoli azionari e obbligazionari americani è fortemente aumentato. Fino al 7 maggio l’indice S&P 500 Total Return ha segnato un incremento del 15,6%, mentre il barometro delle obbligazioni – l’indice Bloomberg Barclays U.S. Aggregate – ha registrato un 3,1%.
Dopo il crollo delle quotazioni nell’ultimo trimestre del 2018, per molti investitori la ripresa delle azioni statunitensi è stata una sorpresa, perlomeno per la sua portata. Ancora più sorprendente è stato il contemporaneo aumento dei prezzi delle obbligazioni. In genere le azioni e le obbligazioni tendono a muoversi in direzioni opposte. Nei periodi di instabilità delle borse le obbligazioni fungono dunque da ammortizzatori contro le oscillazioni della quota azionaria presente in un portafoglio titoli.
I titoli di capitale USA hanno beneficiato del fatto che, non solo negli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo, i dati economici sono peggiorati meno di quanto si temesse. Anche gli utili trimestrali delle imprese statunitensi sono risultati superiori alle attese. La decisione sui tassi della banca centrale statunitense, che fino a nuovo avviso intende rinunciare a un aumento dei tassi, ha fornito un ulteriore impulso. Le obbligazioni di debitori americani sono state richieste perché la pressione inflazionistica è bassa e i loro rendimenti sono relativamente interessanti in periodi di tassi contenuti su scala mondiale. I titoli di Stato USA con scadenza a dieci anni producono pur sempre un rendimento del 2,45%. In Germania il rendimento di titoli di Stato paragonabili è appena dello 0,13% e in Svizzera è addirittura negativo, attestandosi al –0,38%.
Alla luce dei progressi compiuti, le azioni, in particolare, appaiono mature per una correzione. All’inizio di maggio gli investitori hanno già avuto un assaggio di eventuali turbolenze di borsa, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato dazi supplementari su beni e merci cinesi. Pur rimanendo fiduciosa per quanto concerne le azioni statunitensi per i prossimi dodici mesi, a breve termine la Banca Migros prevede una maggiore intensità delle fluttuazioni.