Il trasferimento del campione brasiliano Neymar dall’FC Barcellona al Paris St. Germain (PSG), andato in porto quest’estate per una cifra di 222 milioni di euro, rilancia il dibattito sulle enormi somme pagate per la cessione dei giocatori di calcio. Grazie al Financial fairplay, le crescenti spese per gli stipendi e i trasferimenti dovrebbero risultare proporzionate alle entrate dei club calcistici.
Il Financial Fairplay (FFP) è il regolamento dell’Unione delle associazioni calcistiche europee (UEFA) che disciplina la concessione delle licenze di partecipazione alle competizioni UEFA per i club europei. In parole semplici il fairplay finanziario deve assicurare che i club non spendano più di quanto incassano. Un ammanco di 35 milioni di euro in tre anni è considerato legale. Con il caso Neymar l’FFP si trova ad affrontare la prova del fuoco.
Un’ulteriore questione è il senso di questo trasferimento in termini economici. Non appare affatto ovvio se si pensa ai 222 milioni di euro spesi per la cessione e ai circa 30 milioni di euro di stipendio annuo. Del resto, diverse entrate potenziali legate alla presenza di Neymar non escludono del tutto l’opportunità dell’operazione sotto il profilo economico.
La più comune fonte di reddito legata al trasferimento di un giocatore è il fatturato aggiuntivo proveniente dal merchandising. Ad esempio, nell’estate del 2016, dopo aver contrattato Zlatan Ibrahimovic, il Manchester United ha realizzato un incasso di 99 milioni di franchi in sette giorni soltanto con la vendita delle maglie. Non è comunque noto quale sia la ripartizione del fatturato tra i produttori delle maglie e i club.
Una parte importante di questo calcolo è costituita dalle entrate aggiuntive legate ai successi sportivi che la capitale francese si aspetta di ottenere grazie a Neymar. Con questo trasferimento il club vorrebbe finalmente riuscire nell’impresa di vincere la Champions League. Il vincitore della massima competizione europea riceve un premio di circa 60 milioni di euro. Nel conteggio non sono inclusi gli ulteriori proventi dei diritti televisivi pagati dalla UEFA, poiché questi possono subire forti oscillazioni.
Un altro valore da considerare, per quanto difficile da quantificare, è la strategia di internazionalizzazione dei club. Con un giocatore famoso in tutto il mondo come Neymar si può aumentare il valore di mercato dell’associazione.
I dati appena illustrati sembrano indicare che l’affare non debba necessariamente risolversi in una perdita. Anche una cessione del giocatore per una cifra non eccessivamente inferiore al prezzo d’acquisto potrebbe giustificare l’investimento. D’altro canto, bisogna considerare che tutte queste potenziali fonti di valore aggiunto sono di natura estremamente speculativa e dipendono in gran parte dal successo sportivo del progetto.