1. Preparazione
Il momento
A partire dai 50 anni bisognerebbe affrontare il tema del pensionamento.
Bisogna chiarire quando cominciare ad uscire dalla vita lavorativa e di quanti soldi si ha bisogno in pensione. Nella maggior parte dei casi, la rendita AVS e la cassa pensione coprono assieme appena il 60% dell’ultimo reddito da lavoro. La somma mancante viene finanziata con il 3° pilastro o riducendo il tenore di vita. L’ideale è di mettere a punto i dettagli con un esperto di pianificazione finanziaria.
Il test della pensione di Banca Migros: bancamigros.ch/test-della-pensione
Il processo
Secondo il regolamento delle casse pensioni (CP), un pensionamento graduale è possibile di solito a partire dai 58 anni. L’orario di lavoro viene ridotto in due o tre tappe. Ad esempio, se a 58 anni riducete l’orario di lavoro al 70%, a 60 anni lo portate al 40% e infine andrete in ordinaria pensione a 64 o 65 anni, a seconda che siate una donna o un uomo.
2. La pratica
Versamenti della cassa pensione
Se l’orario di lavoro e il salario vengono ridotti in un sol colpo del 30% tramite un pensionamento parziale, contemporaneamente viene versato anche il 30% dell’avere di cassa pensione. Quest’ultimo può essere versato sotto forma di rendita o di ritiro di capitale. Di solito, per ragioni fiscali viene scelta la forma del capitale (cfr. «A cosa fare attenzione»). Le prestazioni della cassa pensione non compensano integralmente la riduzione di salario. A seconda del regolamento e della situazione personale, esiste la possibilità di acquistare – entro l’inizio del pensionamento parziale – quote aggiuntive della cassa pensione e quindi di migliorare le prestazioni. Informatevi presso la vostra cassa pensione. Nota bene: nonostante la riduzione di reddito, continuerete a pagare i contributi di cassa pensione e gli altri contributi sociali.
Versamenti dell’AVS
Si può percepire l’AVS già uno o due anni prima dell’età pensionabile ordinaria. In caso di pensionamento parziale è però meglio rinunciarvi. Infatti, una donna che riscuote l’AVS già a 62 o 63 anni, o un uomo di 63 o 64 anni, deve mettere in conto una rendita ridotta a vita. Tale riduzione ammonta all’8% per ogni anno anticipato. Si tratta spesso di una decurtazione di entità sproporzionata. Altri svantaggi della riscossione anticipata dell’AVS: continuerete a pagare regolarmente i contributi AVS fino all’età di pensionamento ordinaria, senza però che la rendita aumenti. A ciò si aggiungono le maggiori imposte sui redditi, dato che le prestazioni pensionistiche si accumulano al reddito da lavoro benché ridotto.
Versamenti del 3° pilastro
Durante il pensionamento parziale, potete continuare a effettuare versamenti nel 3° pilastro. Viceversa, potete ritirare questi risparmi al più presto cinque anni prima del raggiungimento dell’età AVS. È possibile farlo anche prima ma solo a determinate condizioni, come ad esempio per il finanziamento o il rimborso dell’ipoteca oppure in caso di ristrutturazione della casa in cui si abita (abitazione primaria). Ci sono vantaggi fiscali ad usare questa possibilità e a scaglionare i pagamenti nel tempo. In caso di importi a partire da 100’000 franchi, con ritiri di capitale frazionati si possono risparmiare facilmente alcune migliaia di franchi.
3. E lavorare più a lungo?
Avete 64 o 65 anni, siete già in pensione parziale o la state pianificando e vorreste lavorare anche dopo l’età di pensionamento ordinaria? Si può fare. Molte casse pensioni prevedono la possibilità di rimandare la riscossione delle prestazioni (restanti) fino al compimento dei 70 anni, sia per le donne che per gli uomini. Si può posticipare anche l’AVS, fino a 69 anni per le donne e a 70 per gli uomini. Ciò fa aumentare ogni anno la rendita AVS del 5,2%, perché pagate più a lungo riducendo contemporaneamente il periodo in cui percepirete la rendita. Con un rinvio massimo di cinque anni si tratta del 31,5% in più
Il 3° pilastro continua, ma non l’AD
Se continuate ad avere un’attività lavorativa, potete anche continuare a effettuare versamenti nel 3° pilastro: fino a 69 anni per le donne e a 70 per gli uomini. Invece, non si applicano più i contributi dell’assicurazione disoccupazione (AD), mentre si continuano a pagare quelli per AVS, AI e IPG, ma solo per la parte di salario che supera i 16’800 franchi annui.