Nonostante l’aumentare delle critiche sugli interessi negativi, la Banca nazionale svizzera (BNS) mantiene la sua politica monetaria espansiva. Nella riunione di dicembre ha lasciato i tassi di riferimento invariati al 0,75%. Non vi sono segnali di una fine imminente della politica dei tassi d’interesse negativi, come suggeriscono le dichiarazioni della Direzione generale della BNS. Da un lato, il conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti continua a gravare sul commercio mondiale. Le prospettive congiunturali globali rimangono di conseguenza modeste e vi è il rischio che l’economia mondiale peggiori. Dall’altro, un aumento dei tassi d’interesse nell’attuale contesto di mercato sarebbe controproducente, in quanto tassi più elevati aumenterebbero l’attrattiva del franco svizzero come porto d’investimento sicuro. Un franco più forte, a sua volta, ridurrebbe tuttavia la competitività dell’industria delle esportazioni svizzera.
Secondo le nostre previsioni sui tassi, il tasso di riferimento della BNS rimarrà invariato anche nel 2020. Quest’anno la Banca centrale europea (BCE) potrebbe diminuire il tasso sui depositi di 0,1 punti percentuali. Ciò non dovrebbe però particolarmente rafforzare la tendenza all’indebolimento dell’euro rispetto al franco, cosicché la BNS non deve seguire l’andamento del tasso di interesse di riferimento. Le autorità monetarie svizzere si limiteranno ad interventi mirati sul mercato dei cambi. Sussiste tuttavia un rischio residuo che la BNS debba comunque allentare la politica monetaria: se l’incertezza congiunturale globale dovesse notevolmente intensificarsi, il franco potrebbe essere sempre più ricercato come bene rifugio. Questo non corrisponde però al nostro scenario principale. Nel complesso partiamo dal presupposto che nel prossimo futuro i tassi ipotecari non aumenteranno in modo significativo. Sia le ipoteche fisse sia le ipoteche Libor rimangono dunque interessanti.