Per il momento non si intravede la fine di quest’epoca di interessi bassi. Nelle ultime riunioni la Banca centrale europea e la Banca nazionale svizzera non hanno mostrato alcuna urgenza di aumentare i tassi di riferimento. Mentre le banche centrali hanno ridotto i tassi d’interesse e i rendimenti delle obbligazioni negli ultimi anni, i rendimenti dei dividendi – ovvero le distribuzioni versate agli azionisti in percentuale della quotazione dei titoli – sono continuamente saliti. Nel frattempo diversi titoli azionari svizzeri hanno raggiunto il 4% e oltre; i primi della classe sono Swiss Re e Zurich, che si avvicinano addirittura al 6%.
I dividendi costantemente elevati sono senz’altro un punto a favore, ma è anche determinante che la quotazione rimanga il più stabile possibile, proprio come per un’obbligazione. Molte società che distribuiscono regolarmente dividendi elevati registrano fluttuazioni dei prezzi inferiori alla media. Si tratta tipicamente di società con una forte posizione sul mercato in settori poco dipendenti dalla congiuntura, il che assicura una redditività superiore alla media, cash flow stabili e bilanci solidi.
Le azioni con dividendi elevati non sono tuttavia sostituti perfetti delle obbligazioni, poiché, com’è noto, le prime subiscono fluttuazioni dei prezzi più elevate delle seconde. Tuttavia, grazie alla loro solida situazione finanziaria, società come Nestlé o Swisscom presentano generalmente una migliore tenuta in una fase negativa rispetto al mercato nel suo insieme. Inoltre, i dividendi elevati aiutano a compensare eventuali flessioni dei prezzi nel caso di un ribasso.
I titoli con dividendi elevati non danno prova di una buona tenuta solo nelle fasi negative per le borse, ma offrono anche nel lungo termine migliori opportunità rispetto alla media in termini di aumento delle quotazioni. Lo dimostra l’indice S&P 500 Dividend Aristocrats, comprendente tutti i titoli dello S&P 500 che registrano una capitalizzazione di mercato superiore a 3 miliardi di dollari e che negli ultimi 25 anni hanno continuamente aumentato i propri dividendi. Negli ultimi dieci anni queste azioni si sono apprezzate del 182% reinvestendo tutte le distribuzioni. È un risultato molto superiore a quello raggiunto dall’indice di borsa S&P 500.