Thomas Pentsy è analista di mercato e dei prodotti presso la Banca Migros


Acquistare ora azioni dei mercati emergenti?

La consulenza della Banca Migros
/ 17.09.2018
di Thomas Pentsy

Il mondo della borsa capovolto: euforia negli Stati Uniti, malumore sui mercati emergenti (EmMa). L’indice S&P 500 specula al rialzo da quasi dieci anni. La tendenza verso l’alto è il più lungo bull market nella storia della borsa statunitense. Allo stesso tempo, i mercati emergenti si trovano quest’anno sull’orlo di un bear market. Un mercato ribassista si innesca quando i corsi crollano di almeno il 20% dall’ultimo valore massimo. Se pensiamo al suo apice annuo, l’MSCI Emerging Market si attesta vicino a questa soglia.

Il suddetto calo è riconducibile a vari motivi: il crollo della lira turca, le preoccupazioni per un’escalation della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, i segnali di un rallentamento della crescita economica mondiale e la solidità del dollaro. Sono stati pertanto sempre più numerosi gli investitori internazionali che hanno abbandonato questi mercati. La domanda sorge spontanea: la situazione peggiorerà ancora? Oppure ci aspetta un’inversione di tendenza?

Alla luce del rapporto prezzo/utile, le azioni EmMa sembrano ottenere una valutazione sempre più interessante. È tuttavia troppo presto per dare il segnale di cessato allarme su ampia scala. Finché il dollaro resterà così forte, potrebbe protrarsi la tendenza alla fragilità dei titoli EmMa. A ciò si aggiungono come di consueto le incertezze politiche, che scoraggiano la propensione al rischio degli investitori internazionali. Potremmo quindi non esserci ancora lasciati alle spalle questo momento di calo.

Le azioni EmMa sono tuttavia una classe di asset molto eterogenea. I giovani mercati di crescita sono composti da Paesi molto diversi fra loro con dati di base e valutazioni differenti. A lungo termine, i titoli EmMa sono un arricchimento e completano ogni portafoglio ampiamente diversificato. Questa categoria di titoli è decisamente più soggetta alle oscillazioni rispetto alle azioni statunitensi. Dagli anni Novanta, i mercati emergenti hanno assistito a oltre il doppio delle correzioni di corso e dei bear market rispetto alla borsa statunitense. A un’intensità di fluttuazione maggiore corrisponde però un potenziale di utile pregno di opportunità a lungo termine.